Tempo di guardarsi dentro.

Tempo di condivisione

Se la terra inaridisce per le ingiustizie e le povertà ed è tanto sfigurata dai conflitti e dalle invasioni dell’odio, non è forse perché, sotto la pressione delle economie redditizie e degli egoismi nazionali, dimentichiamo di impegnarci nella condivisione equa e gratuita? Rifiutare di condividere è come  rifiutare l’umanità che è in noi e negare la parte divina con cui Dio  ci ha segnati dall’aurora dell’universo. Ma chi, però, ha il coraggio della condivisione senza paura di essere ferito?

 Condividere vuol dire sottrarre dalla parte che ci appartiene, dalla parte che ci spetta, dalla parte che ci è riservata per la nostra felicità e il nostro appagamento, per frammentarla, diminuirla, romperla, dividerla, per ridurla e separarla in più parti da distribuire a chi non ne ha ricevuto alcuna parte da nessuno, e in questo modo conservare per noi  solo una parte diminuita della stessa grandezza di quella consegnata a chi non ha nulla!  (dal web)

Chi mi segue da anni sa che nel periodo quaresimale iniziato oggi, decido di fare silenzio fino alla Pasqua.  Non verrò sui vostri blog. Digiunerò dalle parole. Lucetta

Vi auguro una quaresima  piena di frutti  con il cuore aperto alla

SPERANZA

perchè

“ Chi spera non fugge: cammina, corre, danza.

                                             Cambia la storia, non la subisce.

                                         Costruisce il futuro,non lo attende soltanto.

                                                       Ha la grinta del lottatore,

                                                 non la rassegnazione di chi disarma.

                                                   Ha la passione del veggente,

                                            non l’aria avvilita di chi si lascia andare.

                                                            (Don Tonino Bello)img-20170301-wa0000

L’importanza della preghiera

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Un amico missionario in Kenia scrive:
 

Abbiamo disperatamente bisogno di capire l’importanza della preghiera. Il tempo speso in preghiera non è tempo buttato via, non è tempo perso, è il tempo che ci farà risparmiare tempo e sforzi. E’ il tempo che farà andare le cose in maniera semplice e rapida – cosa che non succederebbe se non ci fossimo presi del tempo con Dio per parlarGli dei nostri problemi. Dio ci ha detto chiaramente che vuole che Gli presentiamo i nostri bisogni, soprattutto se siamo disorientati e senza tempo per farlo. Non solo quando ci sono problemi, ma sempre!Il motivo per cui facciamo fatica a pregare quando siamo sotto pressione è perché la nostra fiducia è altrove. Con la bocca condidiamo in Dio, ma in realtà confidiamo nella nostra capacità di fare quella determinata cosa, nei nostri sforzi, nei nostri incontri di programmazione, nella nostra capacità di persuasione, negli aiuti che possiamo trovare da qualche parte. “Se solo si potesse lavorare un po’ di più. Se solo si potesse fare un piano migliore. Se solo il tale o il talaltro ci aiutassero”, ecco dove spesso risiede la nostra fiducia!

E l’indicatore che ci fa capire dove risiede la nostra fiducia è la proporzione del tempo che usiamo per incontri di programmazione paragonati al tempo che spendiamo in incontri di preghiera, nei quali presentiamo le nostre necessità a Dio nostro Padre. Quando stai alla presenza di Dio, acquisti la chiarezza sui problemi o sulle persone, le persone che stai cercando di cambiare cominciano a cambiare – perché Dio cambia il tuo cuore nei loro confronti.

La preghiera addolcisce i cuori, si presentano soluzioni inaspettate e ostacoli inamovibili cominciano a sbriciolarsi.
E tutto questo perché hai fatto della preghiera il tuo metodo principale di azione.
Non dimenticarti una cosa importante: la preghiera cresce solo sul terreno irrigato dall’amore.
Se in te ci sono attaccamenti, egoismi, mondanità, peccati che non vuoi estirpare, orgoglio, la preghiera non può mettere radici.
Ci sono miracoli che ti stanno aspettando se sei disposto a pagare il prezzo di pregare quando ti sembra che non ci sia il tempo. Se pensi che hai troppe cose da fare per avere il tempo di pregare, allora preparati a concludere poco o nulla! La preghiera e la carità ottengono tutto! “

 

Che ne pensate amici che passate?

Devo precisare che non ho visto il festival. Da anni non lo seguo. L’ultima sera mi arriva su WhatsApp la canzone di Fiorella Mannoia e subito ne sono rimasta conquistata. Speravo che vincesse il festival!!!! Così non è stato ma ciò che conta è che la sua canzone rimarrà nel cuore di tanta gente che l’apprezza.

ANIMA DOLENTE

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CHE SIA BENEDETTA


di Amara – S. Mineo – Amara
Ed. Edizioni Avarello/Edizioni Curci/Gianni Rodo/Iansà Ed. Mus. – Roma – Milano – Latina – Roma

Ho sbagliato tante volte nella vita
Chissà quante volte ancora sbaglierò
In questa piccola parentesi infinita quante volte ho chiesto scusa e quante no.
È una corsa che decide la sua meta quanti ricordi che si lasciano per strada
Quante volte ho rovesciato la clessidra
Questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa che passa.
Che sia benedetta


Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
Tenersela stretta
Siamo eterno siamo passi siamo storie
Siamo figli della nostra verità
E se è vero che c’è un Dio e non ci abbandona
Che sia fatta adesso la sua volontà
In questo traffico…

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Sale e Luce

anche-oggi-il-giorno-sorgesrivanar1Il Vangelo – Ermes Ronchi
Se hai come unica regola di vita l’amore, sarai luce e sale

Matteo 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

«Voi siete il sale, voi siete la luce della terra». Il Vangelo è sale e luce, è come un istinto di vita che penetra nelle cose, si oppone al loro degrado e le fa durare. È come un istinto di bellezza, che si posa sulla superficie delle cose, come fa la luce, le accarezza, non fa rumore, non fa violenza mai, ne fa invece emergere forme, colori, armonie e legami, il più bello che c’è in loro. Così il discepolo-luce è uno che ogni giorno accarezza la vita e ne rivela il bello, uno dai cui occhi emana il rispetto amoroso per ogni vivente.


Voi siete il sale, voi avete il compito di preservare ciò che nel mondo vale e merita di durare, di opporvi ai corruttori, di dare sapore, di far gustare il buono della vita.


Voi siete la luce del mondo. Una affermazione che ci sorprende, che Dio sia luce lo crediamo; ma credere che anche l’uomo sia luce, che lo sia anch’io e anche tu, con i nostri limiti e le nostre ombre, questo è sorprendente. E lo siamo già adesso, se respiriamo vangelo. La luce è il dono naturale di chi ha respirato Dio.

Quando tu segui come unica regola di vita l’amore, allora sei luce e sale per chi ti incontra.

Quando due sulla terra si amano, diventano luce nel buio, lampada ai passi di molti, piacere di vivere e di credere. In ogni casa dove ci si vuol bene, viene sparso il sale che dà sapore buono alla vita.
Chi vive secondo il vangelo è una manciata di luce gettata in faccia al mondo (Luigi Verdi).

E non facendo il maestro o il giudice, ma con le opere: risplenda la vostra luce nelle vostre opere buone. Sono opere di luce i gesti dei poveri, di chi ha un cuore bambino, degli affamati di giustizia, dei mai arresi cercatori di pace, i gesti delle beatitudini, che si oppongono a ciò che corrompe il cammino del mondo: violenza e denaro.

La luce non illumina se stessa, il sale non serve a se stesso. Così ogni credente deve ripetere la prima lezione delle cose: a partire da me, ma non per me. Una religione che serva solo a salvarsi l’anima non è quella del Vangelo.

Ma se il sale perde sapore, se la luce è messa sotto a un tavolo, a che cosa servono? A nulla. Così noi, se perdiamo il vangelo, se smussiamo la Parola e la riduciamo a uno zuccherino, se abbiamo occhi senza luce e parole senza bruciore di sale, allora corriamo il rischio mortale dell’insignificanza, di non significare più nulla per nessuno.
L’umiltà della luce e del sale: perdersi dentro le cose. Come suggerisce il profeta Isaia: «Illumina altri e ti illuminerai, guarisci altri e guarirai» (Isaia 58,8). Non restare curvo sulle tue storie e sulle tue sconfitte, ma occupati della terra, della città. Chi guarda solo a se stesso non si illumina mai.
(Letture: Isaia 58,7-10; Salmo 111; 1 Corinzi 2,1-5; Matteo 5,13-16)

GRAZIE P.Ermes per gli spunti e grazie suor Ivana per le immagini. Buona domenica a tutti voi.  Lucetta

Figli della luce

Si avvicina il giorno della memoria , ma il pensiero va a tutti i perseguitati di ogni tempo. Invio questi miei pensieri scritti qualche tempo fa ; dentro di me li avevo sentiti più vivi , più empaticamente coinvolgenti , ma non sono riuscita a farli venir fuori con quella forza della parola che evoca emozione comunicativa .Succede! e  assicuro che lo strascico interiore è un sottile tormento.
Ancora…il pensiero in questi giorni va lì dove il candore  della neve si è trasformato in buio pesto di sofferenza e tragedia che sembra non finire mai , tra il respiro asmatico della terra che trema e il grido di dolore che attanaglia, direttamente o indirettamente tante persone di gran parte d’Italia .
Gocce di luce e linfa di speranza sono le tante mani di fratellanza che operano incessantemente contro ogni avversità per squarciare il velo della disperazione e ridonare sorrisi pulsanti di vita.
A noi non resta che la preghiera fiduciosa che il buon Dio non abbandona mai i figli, creati per amore, figli della Luce. 

ELENA

 

Figli della Luce

Solo per Amore
foste eletti
figli della Luce
eredi del Creato.

Di voi,
figli della Luce,
corvi neri di follia
vollero fare cenere
spenta di memoria,
tessuto a larghe trame
per pagine  di storia

Di voi ,
figli della Luce,
si volle fare ombre vaganti
rinsecchite e sconosciute,
ma quel sangue risucchiato
pulsa ancora, sempre,
nei rivoli dei ricordi e
fiume in piena,
straripa nelle coscienze

Di voi,
figli della Luce
si volle fare
cumuli di terra
per cancellare
nomi, volti,  idee
che  icone di martirio
allo sguardo dei secoli
rispendono eterne

Di voi
figli della Luce
crivellati dalle guerre,
tormentati dalla fame
oscurati dalla miseria
invisibili larve
schiacciate dal sopruso,
si vuole fare
umanità sommersa
di vite rubate
da  silenzi corrotti
da parole negate

Per voi,
figli della Luce,
mani misericordiose
siano dolce carezza di speranza
e caldo abbraccio d’accoglienza
che  scioglie  il ghiaccio del rifiuto,
il grumo dell’indifferenza.

ELENA

l’invisibile

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Da un giaciglio di strada infreddolito

mozzi colpi di tosse s’alzarono

in cerca d’attenzione 
 
al risuonar di passi
 
sempre più vicini.
 
Frettolosi essi passarono
 
strisciando
 
quel mucchietto di 
 
stracci vagabondo.
 
Così una volta ancora
 
come tante prima
 
solo il velo dell’invisibilità
 
scese  a coprire
 
quell’ombra piccina.
 
 
Elena Salvatore
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CHRISTIAN ALBINI IN PUNTA DI PIEDI – Angelo Nocent

GLOBULI ROSSI COMPANY


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Crema, 10 gennaio 2017

ADDIO PROFESSORE


christian-albini-parrocchia-di-san-giacomo-maggiore-cremaL’ultimo saluto a Christian Albini, 43 anni, insegnante di religione, scrittore, volontario, amico, è stato portato da una folla di persone. Molte non hanno trovato posto nella capace chiesa di s. Giacomo e hanno assistito alle ultime da fuori.

Dentro tutti in silenzio commossi ad ascoltare il ricordo di un’altra vittima giovane, col pensiero ai suoi tre figli piccoli, alla moglie e ai genitori, tutti raccolti attorno alla bara di legno chiaro che racchiudeva il papà, il marito, il figlio troppo presto rapito agli affetti.

La breve malattia e il distacco sono stati ricordati in chiesa. C’erano gli studenti e i professori del Pacioli, gli amici della parrocchia, i volontari che hanno diviso con lui strategie e momenti belli. C’era chi lo conosceva e chi lo apprezzava.

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Una persona gentile, il cliente perfetto che ti saluta, ti parla non ti mette mai a…

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Come i re Magi…..

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BUONA FESTA DELL’ EPIFANIA a tutti. Lucetta

COME I RE MAGI     di Federica Storace
“ Alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme e domandavano:” Dov’è il Re dei Giudei che è nato?
Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo”.
(Mt 2, 1-2).

Signore, ti chiedo di rendermi simile, almeno un pochino, ai Re Magi.
Questi personaggi speciali, tra leggenda e realtà, che finiscono sempre un po’ bistrattati nei nostri presepi domestici.
Giungono a destinazione quasi alla fine della festa, quando Gesù Bambino è ormai nato e tutti sono già arrivati ad adorarlo prima di loro…
Fanno appena in tempo a posare i famosi doni davanti alla capanna e vengono velocemente riposti, con le altre statuine, nella scatola e poi in dispensa, pronti per l’anno dopo…
“Toccata e fuga”.
Una presenza su cui non meditiamo mai abbastanza e che, invece, porta in se tutte le premesse e la fatica di un lungo viaggio.
Rendimi simile a loro, Signore.
A questi uomini colti, ricchi, potenti, che avrebbero potuto stare tranquillamente e comodamente nelle loro bellissime case e, invece, si sono messi in cammino.
Con i loro bagagli, le carovane, l’oro, l’incenso e la mirra, con una stella speciale ad illuminare le loro notti e l’eco delle profezie antiche a riscaldare i loro cuori.
Uomini di scienza, di successo e di cultura che, però, non si sono accontentati.
Dona anche a me l’umiltà necessaria per mettermi in viaggio ed infiamma la mia anima del desiderio ardente di trovarti.
Non permettere che io mi inganni pensando di poterti raggiungere senza …”muovermi”, rimanendo ferma… in me stessa.
Spingimi a lasciare tutto e a mettermi per strada affrontando gli inconvenienti che ogni viaggio comporta, magari un viaggio difficile, in pieno deserto.
Ricordami sempre che bisogna cercare ciò che vale perché né la scienza, né l’intelligenza, né la cultura, né i piaceri, né la ricchezza… niente basta per dare senso alla vita, niente senza aver trovato Te, il Salvatore.
Tu, Signore, Colui che non possiamo incontrare se rimaniamo confinati in… casa nostra.
Colui che non possiamo scoprire se non facciamo la fatica di superare il nostro limite umano…
I nostri limiti…
Quei limiti che, spesso, diventano un comodo alibi per giustificarci, per non trovarci costretti a porgere l’altra guancia, per non dover andare incontro al nostro fratello scomodo, proprio quello che, sfortunatamente!, ci è…prossimo ma ci urta il sistema nervoso!
Che cosa si saranno detti questi Tre Re … multietnici, a rappresentare tutte le genti del mondo e del tempo, durante il viaggio?
Cosa sarà passato nei loro cuori?
Quali interrogativi? Quali speranze? Quanti, profondi scoraggiamenti ed incertezze?  Chissà…
Forse le loro speranze e le loro paure sono anche le nostre…
Donami, Signore, alla fine di questo cammino, di trovarti e di poterti adorare con i miei poveri doni.
E allora non sarà più come arrivare ad una festa giunta quasi alla fine ma sarà …festa senza fine.
Amen