Alzo gli occhi verso i monti

Evviva!!!!!! E’ consolante per me leggere questa tua riflessione. Sono stanca del pessimismo che mi circonda, di guardare SOLTANTO il male che ci circonda , di sentire dire che DIO ci ha abbandonati…. mentre ancora abbiamo la possibilità di gustare tanta bellezza intorno a noi. Grazie Elettra.

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Non capita tutti i giorni di aprire le imposte e trovare un panorama così: «questo è stato fatto dal Signore, una meraviglia ai nostri occhi». È un’alba così bella che sembra il primo giorno del mondo, davanti a questa luce che illumina anche il buio più profondo. ho scoperto che il Monte Rosa è rosa solo all’alba, tra le 6 e le 6:35; lo spettacolo dura pochi minuti, il «sole che sorge dall’alto» vi si specchia e la roccia si colora, al riflesso, della sua tragica veste meravigliosa. Poi il monte ritorna bianco di neve, lasciando al giorno libertà di procedere, ed al sole, il guizzo di solcare in cielo la sua traiettoria per arrivare puntuale a mezzogiorno. Mi si spalanca il cuore e la lingua si scioglie in una lode cosmica. Affiora abbondante, sulla superficie dei pensieri, la mia strana verità: sono solo un pezzettino di questo universo perfetto…

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La festa della vita

Auguro una santa Pasqua con questo scritto di Fausto che ringrazio molto e lo condivido con voi. Lucetta

 

LA FESTA DELLA VITA

di Fausto Corsetti

 

La Pasqua del Signore, il suo “passaggio” dalla morte alla vita, la festa della vittoria sulla morte che Gesù ha vissuto per aprire all’umanità intera questo orizzonte di amore più forte dell’odio, di luce più forte delle tenebre, di vita più forte della morte! Gesù è risuscitato da morte per essere il vivente per sempre: colui che è nato e vissuto in mezzo a noi, colui che è stato crocefisso e sepolto, è risorto! Noi, forse, non siamo ancora in grado di capire quanto la morte sia terribile: è la fine di ogni rapporto, di ogni affetto, di ogni possibilità di incontro.

La morte è questo, ma Pasqua ci dice che ormai la morte è stata distrutta da Gesù e che la Risurrezione di Gesù è garanzia della Risurrezione di ciascuno di noi che muore. Quelle energie di vita che il Signore aveva manifestato guarendo i malati, dando la vista ai ciechi, sfamando gli affamati, risuscitando i morti hanno riportato oggi la vittoria definitiva sulla morte che ormai non ha più potere sugli uomini, ma è soltanto il “passaggio” dalla vita terrena alla vita eterna, da questo mondo al Regno di Dio.

Questo è il canto del cristiano nel giorno di Pasqua, festa delle feste, perché Cristo è risorto quale primizia di tutti noi, perché la vita ormai si è affermata e in ogni creatura è iniziato un processo, ancora segreto ma già reale, di trasfigurazione. Celebrare la Pasqua, festeggiare questo giorno di gioia grande vuol dire allora impegnarsi anche a vivere giorno dopo giorno come discepoli del Risorto, a testimoniare con il proprio modo di pensare, di parlare e di agire che davanti all’umanità si è aperto un futuro più grande, una realtà di vita in cui il male, il dolore, il peccato e la morte non avranno mai più l’ultima parola, perché l’ultima parola sul mondo è la vita piena annunciata dal Signore risorto!

 

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Sabato santo

Madre del Sabato Santo
Che contempli tuo figlio nel sepolcro
Irraggiungibile nel mistero della sua morte.
Vorresti ancora prenderti cura di lui,
Vorresti amarlo, servirlo,
Vorresti lavare il sangue dalle sue ferite,
Consolare il suo amore tradito,
Custodire ancora le sue parole e il suo cuore.
Ma una pietra vi separa.
“Tu non puoi seguirmi adesso”, l’aveva detto anche a te
Ed è il tuo dolore più grande.
Avresti preferito mille volte morire con lui
A questa attesa impotente,
Avresti preferito morire che aspettare
Senza nemmeno sapere cosa aspetti
Tornerà? Tornerà alla vita questo tuo figlio?
E come sarà quando torna?
Sarà ancora lui? Sarà ancora tuo?
Non ti resta che una vaga promessa
A cui attaccarsi con tanta fede e nessuna speranza
Maria del Sabato Santo,
Maria della fede impotente,
Quando non rimane da fare altro che tacere e aspettare
Donami il tuo cuore
Donami il tuo coraggio
Donami la tua pazienza
Donami il tuo silenzio
Donami la tua attesa

don Fabio Bartoli

Donna, dove sono?

Gv. 8, 1-11
“Donna dove sono? Nessuno ti ha condannata?….

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56800646_505382159996290_5797028736503119872_n (1)Donna, dove sono?

Quelli che sanno solo lapidare e seppellire di pietre? Quelli che sanno vedere il marcio solo fuori di sé, e non dentro di sé? Dove sono quelli che hanno abusato del tuo amore e delle tue tenere effusioni? Quelli che ti hanno mentito, tradito, quelli che ti hanno sminuita? Dove sono tutti quegli uomini che ti hanno corteggiata, baciata, guardata, desiderata e poi si sono improvvisamente dileguati e a te è rimasto solo il sale delle lacrime in bocca e l’amaro del dolore nel cuore? Quelli che ti hanno punito con il loro silenzio? Quelli che hanno giocato a dadi coi tuoi sogni e hanno tirato a sorte sulle tue speranze? Quelli che hanno scavato i tuoi vuoti invece di colmarli? Quelli che ti hanno fatto promesse da marinaio, barattando, al banco dei pegni, la tua dignità con i loro vezzi animaleschi? Quelli che ti hanno spaccato…

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Per le amiche ed amici di blog

Mi trovo da lungo tempo lontana da casa senza internet né alcuna possibilità di leggervi. Niente di grave solo mi trovo in un paese dell’Abruzzo vicino alle mie sorelle e sto sperimentando, insieme a mio marito, come si sta lontano da Roma e se in futuro venire qui definitivamente. Solo ieri ho potuto accedere alla posta ed ho trovato 293 messaggi. Vi chiedo scusa ma cancellerò tutto. Per me è veramente troppo. Non so quando avrò la possibilità di tornare a leggervi con regolarità per cui potete liberamente cancellare la mia iscrizione al vostro blog. Vi saluto tutti caramente specie le amiche e gli amici più affezionati. Non vi dimentico, nonostante il silenzio, e la preghiera è il filo che mi tiene legata a tutti voi. Lucetta

GUAI in vista se……

VANGELO della VI^ DOMENICA del Tempo Ordinario – Lc 6, 17.20-26
In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

COMMENTO di don GIGI PINI
Una volta ancora Gesù mi dice in che cosa consiste “prendere il largo” nella vita.
Eccola la strategia per riempire “le reti”.
“ Essere poveri, affamati, nel pianto, odiati ed insultati “… ma che cavolo di strategia è?
“ Essere ricchi, saziati, esaltati e famosi”… qui sì che si capisce già meglio: c’è più logica, è più condivisibile.
Il Cristo invece rovescia tutto. Tutto da rifare. Il problema, per Lui, è di prospettive.
Ci sta dicendo che non ci sarà nulla che potrà davvero riempire ‘una vita’ se non Lui.
Il resto, tutto il resto, ci mette in un sacco di guai.
La ragione sta nel fatto che solo Lui “ha dato la vita”, tutta, fino alla fine….e l’ha fatto per ridarci indietro la nostra vera identità di persone “create ad immagine e somiglianza” del Padre, quindi destinati all’eternità, al Sempre. Il resto, tutto il resto è sotto tiro dell’interesse di qualcuno e del loro guadagno o sotto tiro dello sfruttamento dei bisogni veri ed autentici di ciascuno di noi. E allora usciamo dagli equivoci: – i poveri saranno tutti quelli che sanno di non bastarsi, sanno di non avere le verità in tasca;
– gli affamati sono tutti quelli che cercano la verità, la giustizia, la pace e si danno da fare per costruirla;
– e quando dice ‘beati voi che ora piangete’….non sta parlando dei pessimisti o dei ‘delusi’ o di quelli che vedono tutto nero, ma sta parlando di quelli che vogliono stare dalla parte degli ultimi, degli sfruttati, dei violentati e lo fanno con scelte concrete di partecipazione;
– e quando parla di quelli che sono odiati ed insultati sta parlando di tutti quelli che non scendono a compromessi con le mode e le ‘bandiere vincenti’, sta parlando di tutti quelli che non si precipitano ‘in soccorso del vincitore’ di turno…ma sanno stare con dignità e rispetto dalla Sua parte, sempre;
– e i ricchi invece, e i saziati, ecc….sono tutti quelli che si bastano, quelli del “ contento io, contenti tutti”, quelli delle verità a buon mercato o delle mezze verità, quelli del giudizio facile su tutto e su tutti, ma sempre sugli altri però…
Ancora una volta l’ìnvito è di scegliere per uscire dagli equivoci.
Il Cristo non è ambiguo, non vuole fare il ‘simpatico’ o l’accomodante.
Il Cristo ci lascia liberi di scegliere… di scegliere però: una volta per tutte.
Sarà una “Buona Vita”…anche per noi. Un grande e forte abbraccio. Ciao

Luca 5, 1-11

Grazie p. Ermes per il commento e grazie sr.Ivana per le immagini che elabori. 

Mi piace Gesù che provoca e lo fa in modo semplice , non sta prendendo in giro Pietro, lo invita semplicemente a “riprendere il largo” e lui, sebbene stanco ed affaticato, obbedisce e la sua vita cambia completamente. Ho letto e meditato questo Vangelo di oggi (Lc5, 1-11) e quindi tutte le volte che mi stanco di capire, di comprendere, di essere disponibile e perdo la pazienza….non mi resta che “ricominciare” sorridendo di me stessa e forte del SUO aiuto.

Un saluto a tutti coloro che passano. Lucetta

 

Nascere è una cosa buona: viviamola per restituire futuro al mondo .

Un grazie di cuore a Marina Corradi ed al Betania’s bar per questo articolo letto con profonda partecipazione.

Betania's Bar

l’Acquedotto di Segovia. Duemila anni, fieramente in piedi.

Noi del Bar celebriamo la prossima Festa della vita con MARINA CORRADI per Avvenire di oggi. Nel suo formidabile articolo ci fa visitare l’acquedotto romano di Segovia e volare fino in cima alle guglie del duomo di Milano. Per parlarci dei nostri Vecchi, “che vivevano in case povere, mangiavano pane e polenta, portavano lo stesso vestito per anni, rammendato. Ma quali meraviglie ci hanno lasciato!” Ci dice di quando eravamo povera gente ma vivevamo in prospettiva di una Eternità vista come certezza. In cui pensare di fare figli non faceva paura… E come non pensare all’ABBEVERATOIO che Cormack Mc Carthy ha “scolpito” nel suo Non è un paese per vecchi? Una promessa dentro il cuore!

Caro direttore,

siamo tutti rivolti a ottenere dei risultati – personali, sul lavoro, a breve termine… – e viviamo l’oggi pensando poco al domani. L’altro ieri ascoltavo…

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La falsa realtà di Instagram

Ho trovato questo post molto INTERESSANTE.

ORME SVELATE

Instagram è il Social del momento. Molti giovani sono alla ricerca del successo, postando foto di qualsiasi genere con l’obbiettivo di ottenere sempre più follower. I social network nacquero come possibilità di incontro virtuale, per aumentare le opportunità di cambiamento o accrescere le proprie relazioni all’interno di una rete sociale.

Social Prison (Mehraab Moqadamii)

Da un certo punto di vista, inutile negarlo, hanno portato a molti vantaggi, soprattutto per le grandi aziende, ma gli studiosi parlano sempre più di frequente di impression Management: la facoltà di presentarsi a proprio piacimento, di far vedere agli altri solo i momenti più interessanti della vita e far credere a chi ci segue che tutto quello che facciamo è assolutamente incredibile. La realtà virtuale favorisce la moltiplicazione delle identità, piuttosto che la loro integrazione, soprattutto nei giovani dove lo sviluppo della personalità, può essere rallentato. Le opportunità di modificare la propria identità e di…

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