Buon Avvento

Vi auguro un buon cammino di avvento con questo video. Farò silenzio, pregherò di più per potermi accorgere di Gesù che viene ogni giorno senza far rumore, senza fare chiasso nella mia vita.

Per me questo periodo è da vivere con maggiore intensità perché ogni giorno è tempo di avvento, di esperienze nuove, di piccoli gesti che mi aiutano a vivere, di fatti che mi fanno pensare, di relazioni che mi regalano serenità e tristezze. Un saluto a tutti. Lucetta

Oggi avrebbe 100 anni….

…….se fosse vissuto. I suoi scritti mi sono sempre piaciuti . Lucetta

“  Fratello ateo, nobilmente pensoso
alla ricerca di un dio che io non so darti
attraversiamo insieme il deserto.
Di deserto in deserto andiamo
oltre la foresta della fede
liberi e nudi verso
il nudo Essere e là
dove la Parola muore
abbia fine il nostro cammino”

David Maria Turoldo
da “ Canti ultimi”

A vivere si impara

img-20161117-wa0000

A vivere si impara

 

“Chi ha vissuto non può non avere cicatrici,

ma la bellezza è quando riesci a trasformare

le tue ferite da maledizione in benedizione

cercando di trarre da tutto ciò che vivi

tutta la bellezza che ti è consentito.”

 

Luigi Verdi, Romena

5 balle con cui vogliono convincerci a votare Sì

Stimo Giuliano Guzzo, mi fido di lui per cui posto il suo articolo anche sul mio blog affinchè chi passa da me possa chiarirsi meglio le idee.

Giuliano Guzzo

renzi

Al 4 dicembre non manca molto e i promotori della riforma Boschi sono incessantemente all’opera per cercare di convincerci tutti quanti della positività di una revisione costituzionale che – a detta loro – traghetterebbe provvidenzialmente

View original post 1.144 altre parole

Ricordando….

Ricordando coloro che sono nella luce, ecco due poesie di Elena.

Davanti alla tua tomba

Velato il pianto

e muto ti racconta

all’oleandro che ti ripara accanto

Beltà di quiete

d’intorno e di cipressi

nell’aria sospesa di silenzio

che note ascolta d’un palpitare d’ali.

Invisibile carezza che

di rosa e spina fanno

profumo di bellezza.

Oltre l’istante” di questo nostro fragile tempo, la forza di ricominciare ci verrà data dalla luce della fede che con Sant’Agostino ci fa ripetere – C’è una continuità nella nostra vita che non si spezza. I morti non sono morti. Sono solamente passati dall’altra parte. – 

  Tornano i morti

Tornano i morti

Tornano e sono vivi

In dissolte sembianze

d’antico calore

fan presenza

nel vuoto che incombe.

 

Tornano e sono vivi.

In parole di sogno

a scaldare il silenzio

di notti di gelo e

nelle ore inclementi

che snodano i giorni

son faville di ceppi

e dolce tepore di un focolare

che veglia il dolore.

 

     Elena Salvatore Ferrante

    ( la mamma di Dominick )

            

Novembre

 

 

lumini

 

Novembre 

 

Luce d’ambra di foglie cadenti

carezza lieve

ombre, silenzi e

il dolce accordar

di tremolii di lumini

con vibrazioni

di universi lontani.

Aria confonde

respiro e mistero

con veli di nubi

sospese in sguardi di cielo

che penetrano a riannodare

le storie spezzate del cuore.

E i pensieri intonati a preghiere

si stringono forti

con fiori e lingue di ceri

per ricomporre

scoordinate distanze

con profumi di essenze.

E’ un fluire nascosto, pacato

sui ciottoli

del tempo passato

poi vola a planare

in abbandono d’amore

sul ramo d’ulivo

che luce di pace effonde

da lanterne d’altari.

Elena Salvatore Ferrante

Halloween, la vigilia dei Santi

il blog di Costanza Miriano

Beato Angelico, La danza dei santi - Museo di San Marco Firenze

Beato Angelico, La danza dei santi –
Museo di San Marco Firenze

di don Andrea Lonardo   da gliscritti.it

Halloween è un antica festa cattolica, come dice con semplicità la sua etimologia: hallows=santi (ricordate il Padre nostro in inglese Hallowed be thy name), een=vigilia (da evening=sera, vigilia), cioè Halloween=sera/vigilia dei Santi.

Non c’è dunque nessun bisogno di inventare il neologismo Holyween, perché Halloween significa esattamente questo. Ma chi lo spiega ai bambini e, prima di loro, ai maestri e ai genitori? Halloween è la festa cristiana della vigilia dei Santi, cioè l’inizio della festa dei Santi perché le grandi feste (vedi Natale e Pasqua) iniziano nella notte.

View original post 617 altre parole

Referendum: perché voterò no

Diemme - Ogni cosa è illuminata

giornale-nascita-repubblica

Impazza nel web la disputa sul referendum, riforma sì riforma no.

Io, questa è tra le poche volte che ho le idee chiarissime e nessuna indecisione: voterò NO.

Ho seguito dibattiti in tv, interviste, letto articoli ma, soprattutto, ho letto la nostra Costituzione, che è una delle più belle del mondo, più dense di significato, nata dai sogni dei padri fondatori della nostra Italia, nata dalla liberazione, dal desiderio di dire mai più guerra, mai più dittatura, poteri che si controllino e definiscano i limiti l’uno dell’altro, affinché non ci sia mai più il rischio di una deriva autoritaria (e soprattutto nata da un’assemblea costituente, e non dai ghiribizzi di un ministro).

Una Costituzione che rispetta il popolo che è sovrano, e che rispetta il singolo, che dà spazio al piccolo e al grande.

Questa riforma contiene tanti ma tanti cambiamenti rispetto al testo originale della Costituzione, cambiamenti di…

View original post 783 altre parole

La fede è resistenza e resa

Spesso si legge la Parola e non la capiamo. Trovo che il commento qui sotto sia molto illuminante e perciò lo condivido. Che ne pensate? Un saluto a tutti.Lucetta

Gli apostoli dissero al Signore: «Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe. Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola? Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu? Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare». Luca 17, 5-10.

———————————————————————————

Questo Vangelo  ci aiuta a riflettere su due domande che ci poniamo spesso: che cosa vuol dire credere? Che cosa vuol dire essere umili?
Con un piccolo esempio e con una breve parabola Gesù ci dice che per entrare nel mistero del “credere”, occorre innanzitutto essere umili.
Anche i primi discepoli, come ognuno di noi, hanno conosciuto la fatica di credere.
Quanti interrogativi, quante crisi, su Dio, la Bibbia, l’aldilà, la Chiesa, ecc.

«Signore, aumenta la nostra fede!»
E’ la preghiera umana e spontanea che gli apostoli fanno a Gesù.
Credo che sia anche il desiderio di ognuno di noi ogni volta che ci ritroviamo qui per vivere assieme l’Eucarestia.
Ma che cosa vuol dire avere fede? Che cosa vuol dire credere in Dio oggi?
Sono tanti che dicono di credere e di avere fede in Dio.
Anche un terrorista, che fa una strage in nome di Dio, dice di credere.
Gli stessi apostoli rivelano un concetto di fede quantitativo, come qualcosa che si ha o non si ha, o si può aumentare. La prospettiva di Gesù invece è totalmente diversa.
Per Gesù, la fede non è un problema di quantità, ma di qualità.
Non è importante quanta fede ho, ma quale fede vivo.
Per Gesù la fede non si possiede, ma si vive, è uno stile di vita. Non è un problema di “conoscere” tante cose, di imparare una “dottrina”, ma di imparare a “gustare” la vita, di imparare a guardare la vita con lo sguardo di Dio.
Gesù riconosce che avere fede non è facile.
Anche lui sulla croce ha gridato: Padre perché mi hai abbandonato?
Ma Gesù ci insegna che a credere si impara.
Gesù è cosciente che le sue proposte (Beati i poveri, lascia tutto, condividi …) sono difficili da realizzare e invita a riscoprire una fede più profonda, più adulta.
Gesù ci invita a guardare la fede paragonandola ad un seme, anzi al più piccolo dei semi.
«Se aveste fede quanto un granellino di senapa…»
La fede è fidarsi. E’ avere fiducia che da un piccolissimo seme possa nascere un albero. La fede non è qualcosa che si può misurare. Posso misurare quanti vanno in chiesa. Ma non è detto che tutti coloro che vanno in chiesa hanno la fede.
Posso misurare quanti sono i battesimi, i matrimoni, le comunioni.
Ma sono numeri che rivelano la religiosità, non la fede.
Nessuno può dire: io ho la fede. Nessuno può dire con certezza “credo”. Perché Dio non lo ha mai visto nessuno.
L’anima della fede è il dubbio, non la certezza. Posso dire soltanto “credo di credere”. Nel senso che la fede non è una carta di identità fatta una volta per tutte, ma un continuo divenire.
Credo di credere è l’atteggiamento del cristiano che si sforza continuamente di diventarlo perché sa di non esserlo mai abbastanza.
Quando la fede si coniuga con la certezza diventa fanatismo. E il fanatismo è l’anima del terrorismo.
La ragione è cosciente che non riuscirà mai spiegare il mistero dell’universo.
Il grande teologo Karl Rahner diceva che avere fede è “abbandonarsi” con coraggio al grande Mistero (che chiamiamo Dio) della vita e del creato.

Per credere occorre umiltà.
Sicuramente una delle prime cosa da fare per aprirsi al mistero di Dio è quella di accettare i propri limiti, prendere coscienza della propria finitezza.
Questo forse ci aiuta a capire la frase di Gesù molto difficile da interpretare:
«Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili»
Che cosa vuol dire? Che siamo buoni a nulla?
Ve la immaginate una mamma che dice al suo bambino: sei un buono a nulla.
Per comprendere dobbiamo entrare nell’ottica del pensiero di Gesù.
Inutile, nel testo greco vuol dire senza pretese, senza rivendicazioni.
Quindi servo inutile, non vuol dire che non servo a niente, ma che non ho pretese, non sono arrogante, non lo faccio per interesse.
Purtroppo in passato la virtù dell’umiltà spesso è stata interpretata come sottomissione all’autorità, ai superiori. Sei umile se dici sempre di si. Se obbedisci.

Per Gesù sentirsi “servi inutili” non vuol dire “auto-mortificarsi”.
Vuol dire invece prendere coscienza di essere soltanto degli strumenti nelle mani di Dio. Tutto quello che ho mi è stato donato gratuitamente.
E quindi gratuitamente lo regalo agli altri.

Il teologo Bonhoeffer ha sintetizzato la fede con due parole: Resistenza e resa!
Resistenza. Credere vuol dire innanzitutto resistere alle ingiustizie, non rassegnarsi ad una politica vergognosa, resistere ad ogni forma di violenza, lottare per costruire un mondo più umano.
Resa. Credere vuole anche dire di avere il coraggio di “abbandonarsi” a Dio. Avere fiducia che è Lui che porta avanti la storia. Prendere coscienza che “nulla è impossibile a Dio”.

Alex Langer, testimone e profeta della nonviolenza, racconta che da bambino aveva chiesto alla madre: “perché il papà non va mai in chiesa”?
La mamma gli rispose: «non conta tanto in che cosa si crede, ma come si vive».
Forse non è molto approriato parlare di credenti e non credenti. Sarebbe più corretto parlare di credenti e diversamente credenti. Perché tutti, anche se in modo diverso, crediamo in qualche cosa.

(don Marco e don Roberto)

fede-sulla-terra1