Festa dell’Assunta

Purtroppo, dopo gli ultimi fatti di Genova, c’è poco da gioire, ho il cuore pesante ed affido Genova con i suoi abitanti alla Mamma celeste. A Lei confido i miei dubbi e perplessità come si fa con un’amica. Santa festa dell’Assunta amici cari. Lucetta

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Il nucleo della felicità

“Secondo Anselm Grün il nucleo della felicità consiste nell’essere se stessi, senza essere ossessionati dal proprio ego. Non farsi illusioni. Accettare di non essere un eroe e non prendersi così sul serio. Cercare di lavorare nelle proprie debolezze, ma non accanirsi su di loro. Staccarsene. Accettarsi con le imperfezioni e le inevitabili contraddizioni. Infatti solo se tolleriamo noi stessi possiamo andare avanti, solo allora diventiamo umani. (Anselm Grun)

Sono d’accordo! Quante sofferenze eviteremmo se ci accettassimo così come siamo, cercando però di eliminare i nostri difetti senza accanimento e di migliorarci  senza l’ansia di primeggiare. Forse con questo atteggiamento riusciremmo anche ad essere più tolleranti verso gli altri. Lucetta

Il dramma di Marchionne e il senso della vita. “Come l’erba sono i giorni dell’uomo…”. Quello che nessuno dice.

Betania's Bar

ANTONIO SOCCI dal Blog LO STRANIERO – 23/7/2018

Segnaliamo un articolo eccezionale di Antonio Socci che tratteggia con grande “mestiere” di giornalista e di cristiano la questione scabrosissima della precarietà della nostra vita con la indispensabile speranza nella salvezza.

Speriamo in una guarigione per Sergio Marchionne anche se sappiamo che non è facile, perché è in gravi condizioni . Di sicuro però è calato di colpo il sipario sul suo ruolo pubblico in quel mondo che una volta era la Fiat degli Agnelli: “Sergio non tornerà più”, ha scritto John Elkann, presidente di Fca, in una lettera ai dipendenti.

Al di là, dunque, dell’evoluzione clinica del suo caso, abbondano i commenti e le considerazioni sulla fine dell’era Marchionne nella Fca. Ma c’è una verità che – in questi casi – resta sempre “non detta”, perché è scioccante e mette tutti noi con le spalle al muro.

Ha balenato quasi di…

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Dio esiste

Amici questo post di Dina è troppo bello per non condividerlo con coloro che passano da me. Un abbraccio a tutti, anche se siete amici virtuali…..vi porto nel cuore tutti.

Emozioni: idee del cuore

Non esiste il caso.

Non esiste la coincidenza.

Non esiste la fortuna.

No.

Esiste Dio.

La croce che porto al collo, semplice, di legno, mi ricorda che Lui, da quando l’ho incontrato, mi ha fatto una grazia straordinaria.

Sentire sulla pelle, la bellezza dei giorni.

Mi ha dato la forza di girare il foglio sporco d’inchiostro nero e guardarlo anche dall’altro lato.

Mi ha fatto apprezzare la pioggia, molto più del sole.

Mi ha regalato l’importanza del silenzio.

Mi ha fatto scrollare di dosso il giudizio altrui.

Mi ha reso coerente, anche se comporta nottati in bianco.

Mi rende felice tutte le volte che posso esser d’aiuto.

In Sala Operatoria, io, sono contenta.

Quando tengo la mano di una mamma che, in anestesia spinale, aspetta che il figlio nasca. Emozionata pure io, sempre, come fosse la prima volta.

Quando S. deve affrontare un difficile intervento ed io dico” Sei in…

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Pausa

Un saluto a tutti quelli che passano. Vi lascio tre “perle” per l’estate. Lucetta

 

Suprema felicità
(Victor Hugo)

La suprema felicità, nella vita,
è la convinzione di essere amati
per quello che siamo,
o meglio ancora,
nonostante quello che siamo.

 

Per cambiare il mondo

(Bayazid)

Quand’ero giovane ero un rivoluzionario e tutte le mie preghiere erano:

“Signore, dammi la forza di cambiare il mondo!”.

Verso la mezza età, modificai la mia preghiera: “Signore , dammi la grazia di cambiare tutti quelli che vengono in contatto con me. Anche solo la mia famiglia e i miei amici e sarò contento”. Ora, avanti negli anni, costatando che la vita passa senza poter cambiare nulla, prego:

“Signore, fa’ che cambi me stesso!”.

Avessi sempre e soltanto pregato così! Se avessi sempre pregato così, avrei cambiato il mondo!

Vivere oggi

(Phil Bosmans)

Per vivere davvero,
devi vivere oggi.

La vita è breve
e passa in fretta.

Se non vivi oggi,
avrai perso la giornata.

Non intristire il tuo animo
con paure e preoccupazioni
per il domani.

Non caricare il tuo cuore
con la miseria di ieri.

Vivi oggi.

 

Passa tranquillamente

Nel giugno del 2008 ho iniziato il mio blog con l’intenzione di condividere, con chi l’avesse gradito, immagini, pensieri,

scritti ricevuti da un gruppo di amiche o letti sul web.

Dopo 10 anni eccomi ancora qui con la speranza che le persone amiche che mi hanno gratificato con la loro presenza ne abbiano ricavato un bene. un saluto ed un grazie particolare a maria rosaria che mi ha seguita fin dall’inizio. Il primo post iniziava così:

“Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.

Finché è possibile senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone.

Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti;  

anche loro hanno una storia da raccontare.

Evita le persone volgari e aggressive; esse opprimono lo spirito.

Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine,

perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.

Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.

Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile;

è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.

Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli.

Ma ciò non accechi la tua capacità di distinguere la virtù;

molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.

Sii te stesso.  Soprattutto non fingere negli affetti, e neppure sii cinico riguardo all’amore;

poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l’erba.

Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età,

lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.

Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’improvvisa sfortuna,

ma non tormentarti con l’immaginazione.

Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una

disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.

Tu sei un figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai il diritto di essere qui.

E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l’universo ti stia schiudendo come si dovrebbe.

Perciò sii in pace con Dio, comunque tu lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni,

conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.

Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.

Il saggio accetta il mondo

Il saggio accetta il mondo.

Il saggio accetta il mondo
così com’è,
senza paura
e senza obiettivi.

Si è riconciliato
con la fugacità
e non mira a ciò che va perso
con la morte.

Riesce ad osservare,
perché è in armonia,
e interviene per quanto richiesto
dal flusso della vita.

Sa distinguere: va o non va,
perché è senza obiettivi.

La saggezza è frutto
di lunga disciplina
ed esercizio,
tuttavia chi la possiede,
lo fa senza fatica.

È sempre in cammino
e raggiunge la meta,
non perché cerca.
Cresce.

Bert Hellinger

QUANTA STRADA DEVO FARE ANCORA PER DIVENTARE SAGGIA!!!!!

Un saluto da Lucetta

Aiuta tuo figlio a salvarsi da te.

Condivido volentieri l’articolo dell’amico blogger. Contiene consigli utilissimi. Lucetta

CIVUOLEPOCO

Aiuta tuo figlio a salvarsi da te.
Lo so, scritto così è brutto, ma non stiamo parlando di genitori tiranni, di genitori violenti o di situazioni al limite, stiamo parlando di tutti quegli ottimi genitori che sono innamorati dei propri figli.
Ho letto qualche giorno fa l’ennesima notizia di un bimbo morto in macchina perché dimenticato dal padre sotto il sole, non voglio nemmeno immaginare l’orrenda sofferenza del bimbo, ma provo a mettermi nei panni di un padre consapevole di aver ucciso il proprio figlio, diventa insopportabile pensare allo strazio, al dolore e alla sofferenza.

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Addio Elena

Cara amica mia, hai raggiunto Dominick , il figlio tuo adorato, lasciando un vuoto grande nella vita degli altri tuoi figli e delle persone che ti hanno voluto bene. Vado con la mente al giorno in cui ti ho conosciuta, ci siamo piaciute subito ed apprezzate vicendevolmente . Il tuo messaggio per la festa della donna, in cui mi auguravi una giornata che avesse i colori del sorriso ed il profumo della serenità, scritto mentre stavi già male, l’ho conservato …..come continuo a risentire nelle orecchie il suono della tua voce nell’ultimo incontro. Dicevi che ti era rimasta solo quella!!!!                       Elena piango ma nello stesso tempo sono felice per te perché ora sei nella LUCE. Lucetta

Questo post è il mio saluto ad Elena Salvatore Ferrante, che alcuni di voi conoscono per i suoi scritti e poesie di cui mi faceva dono in questo spazio per cui avevo intitolato il blog “Semplicemente insieme lucetta ed elena”

 

Lodare e ringraziare (9)

La preghiera non è iniziativa umana. Può essere soltanto risposta.Dio mi precede sempre. Con le Sue parole. Con le Sue azioni. Senza le “imprese” di Dio, i Suoi prodigi, le Sue gesta, non nascerebbe la preghiera.
Non ci fosse la Sua parola rivolta all’uomo, la Sua misericordia, l’iniziativa del Suo amore, la bellezza dell’universo uscito dalle Sue mani,la creatura rimarrebbe muta. Il dialogo della preghiera si accende quando Dio interpella l’uomo con dei fatti “che mette sotto i suoi occhi”. Ogni capolavoro ha bisogno di apprezzamento.
Nell’opera della creazione è l’Artefice Divino stesso che si compiace della propria opera: “… Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona …” (Genesi 1,31)
Ma Dio aspetta che il riconoscimento nello stupore e nella gratitudine avvenga anche da parte dell’uomo.
La lode non è altro che l’apprezzamento della creatura
per ciò che ha fatto il Creatore.
“…Lodate il Signore: è bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarLo come a Lui conviene…”( Salmo 147,1)

Cristiano non è colui che chiede delle grazie, o riceve delle grazie.
E’ colui che rende grazie. Non per nulla l’ Eucarestia, che rappresenta l’atto più sublime del culto cristiano, significa, letteralmente, “azione di grazie”. Partiamo da una constatazione: se facciamo un inventario dei contenuti della nostra preghiera, ci accorgiamo che la domanda occupa un posto preponderante rispetto al ringraziamento.

Non soltanto troppo spesso ci scordiamo di ringraziare Dio dopo aver ottenuto quanto chiedevamo, no, la dimenticanza è ancor più radicale.
Infatti riusciamo ad essere puntigliosi quando si tratta di constatare ciò che ci manca, per stilare la lista delle pressanti richieste.
Ma ci dimostriamo sbadati quando dovremmo accorgerci di ciò che riceviamo quotidianamente. Avvertiamo la mancanza. Non sappiamo prendere atto del dono, specialmente di quello che ci viene recapitato silenziosamente, con regolarità quotidiana. Siamo distratti, tutto ci è dovuto e la distrazione non fa nascere in noi l’esigenza della preghiera per “dire grazie”.

Il punto di partenza è dunque l’esperienza dell’amore gratuito di Dio (“amati e scelti”), che conferisce alla preghiera una tonalità di prorompente riconoscenza. Il popolo di Dio che ha sperimentato la grazia, diventa capace di gratitudine.
E questa riconoscenza non permea soltanto la preghiera, ma l’intera vita del cristiano in tutte le sue manifestazioni. La gratitudine è stata definita come “la memoria del cuore”, ma non si tratta soltanto di ricordare. Occorre rendersi conto, accorgersi di una realtà presente.
Riconoscenza deriva da “conoscere”.
Qui, però, non è questione semplicemente di “apprendere con l’intelletto”,
ma di far entrare in azione il cuore. Per cui una certa realtà viene vista, accolta, interpretata, capita, ricevuta dal cuore.
La grande nemica della riconoscenza è certamente l’abitudine; quando si da tutto per scontato, o addirittura dovuto, si diventa incapaci di dire grazie.

Se invece riconosco che “tutto è grazia”, allora tutto diventa occasione per “rendere grazie”.“Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?…” (Salmo 116,12)

Io devo qualcosa a Qualcuno. Io devo qualcosa a tutti. Se uno non si sente debitore, nella vita accamperà sempre e soltanto dei diritti, delle  pretese, non sarà mai amico del dovere.
Non sentirà il “dovere di contraccambiare”. Il dovere è l’altra faccia della gratitudine. Chi non ama il dovere, non possiede il senso della grandezza
e della preziosità della vita. Non un dovere cupo, opprimente. Ma una dovere gioioso, che si esprime nel canto, oltre che nel lavoro.

La preghiera come racconto confidenziale
“Signore, ho qualcosa da raccontarti. Ma è un segreto tra me e Te”.
La preghiera confidenziale può iniziare più o meno così.
E può snodarsi sotto forma di racconto.
Piano, semplice, spontaneo, in una tonalità dimessa, senza amplificazioni.
Si tratta di riferire un episodio che ti ha visto protagonista nascosto;
un’azione senza risalto, un gesto che è sfuggito all’attenzione generale.
Nessuno si è accorto di nulla. E allora ti apri a Lui, non per lamentarti,
ma per offrirGli un “dono intatto”, esclusivo, sottratto alla curiosità altrui. Nessuna gratificazione, salvo quella di aver compiuto “una bella azione” per Colui che ami.
Stavolta il valore dell’azione dipende dal prezzo che hai pagato in termini di segretezza.
Convinciti che è molto importante questo tipo di preghiera confidenziale
nella nostra società all’insegna dell’apparire, dell’ esibizione, della vanità.
Ognuno, a dispetto delle professioni di umiltà, esige che dalla platea vengano gli applausi. Tutto  deve diventare notizia. Non importa il prodotto.
Bisogna allestire una grandiosa vetrina.
Eppure l’amore ha bisogno soprattutto di umiltà, di pudore.
L’amore non è più amore senza un contesto di segretezza, senza la dimensione di riservatezza.
Ritrova dunque nella preghiera la gioia del nascondimento, della non-appariscenza

FINE