Grazie mio Dio

Tutti ad augurarsi la fine del 2020 ……… ma io mi sento invece di ringraziare Dio per le cose belle che ci sono state anche se ampiamente oscurate dalla pandemia. Personalmente non mi faccio illusioni su come sarà l’anno nuovo, concordo pienamente con le parole dell’amico Nikola Vucic :” Andrà tutto bene solo se non escluderemo DIO dalla nostra società e se lasciamo a LUI le redini della nostra vita” Tanti mi considerano un’illusa ma io vado avanti tenendomi stretta la mia fede . Vi abbraccio tutti virtualmente e vi auguro un anno in cui riusciate ad essere forti e coraggiosi di fronte a qualsiasi avversità perchè non mancheranno mai. Lucetta

Preghiera

Ti rendiamo grazie, Signore!

– Per i giorni lieti e tristi che ci hai donato…

– Per le persone che hanno riacceso in noi la speranza…

– Per la fede che ci ha sostenuto nei momenti difficili…

– Per i bambini che in questo anno sono venuti alla luce…

– Per quanti non stati indifferenti alla sofferenza dei fratelli…

– Per quanti hanno donato le loro cure a chi era nella malattia…

– Per quanti si sono presi a cuore la causa della pace…

– Per quanti hanno lavorato per il bene comune…

– Per il bene che abbiamo potuto e saputo fare…

– Per la tua infinita misericordia, nonostante le nostre mancanze…

Ringrazio Pinuccia per questa preghiera e buon cammino a tutti.

Ci ho messo l’amore

In cima ad ogni lista,
ci ho messo l’amore.

Per molti è stato difficile
capirlo,
convinti che poi l’amore
finisce.

L’ amore vero non si può capire,
se non ci metti cuore.
Ha tanti volti.

Lo devi vivere sulla tua pelle,
conquistare,
come il più grande dei trofei.

La sua montagna è così alta
da non vederne la fine.

Ma se ti volti indietro,
per vederne la grandezza,
ci troverai
energie per continuare.

E quando i passi
si faranno lenti,
quello che nel cuore sentirai
sarà il pensiero
di non poter dare di più, di quanto vorresti.

La fame d’amore,
è il nostro
bisogno più grande.
Al di sopra
di ogni altra conquista.

Caterina Rotondi

https://caterinarotondi.com/

Condivido questi versi di Caterina che per me dicono molto sul vero Amore.

Nobiscum Deum! 20

Pretendono la messa
di mezzanotte.
Poi ci vanno
due volte all’anno!

NON DIMENTICHIAMO IL FESTEGGIATO

https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/12/02/covid-natale-paglia-non-dimentichiamo-festeggiato_Q7rkowSEEa7CuO8HdagLhL.html

Tutte queste sterili polemiche farisaiche sulla messa natalizia, m’ infastidiscono molto! Politicizzare Il Natale è un peccato non da poco, poiché il comandamento ” non nominare il tuo Dio invano”, nella lingua ebraica ha un significato ben più profondo. “NON ADULTERARE DIO, è il significato più profondo, ossia, non usarlo a tuo piacimento, per il proprio tornaconto, non mettere in bocca a Dio cose che non sono Sue! Che importanza può avere se durante una pandemia si anticipa una messa? Dio si offende? Dio è vilipeso? Tanto più che nessuno può sapere a che ora e in che periodo preciso è nato! Questo modo di strumentalizzare il Padreterno per indebolire un governo, è usarLO per un proprio tornaconto, è ADULTERARE DIO, è contrario ad un Suo esplicito comando.

Questo è il mio fioretto di oggi

Buona apertura mentale 🙏

Giusy Lorenzini 

Consigli per questo tempo


1)Non aver paura di vivere
2)Pregare in silenzio per ascoltare se stessi e Dio
2)Non vedere la televisione
3)Amare di più la vita come dono di Dio
4)Nutrirsi di Bellezza (Dio, natura, amicizie (anche con telefonate), libri, arte, musica, poesie, documentari, film etc)
5)Rispettare gli altri, essere gentili e salutare le persone
6)Ricordarsi di sorridere e non di essere tristi
7)Pregare per l’umanità sofferente e per i defunti
8)Prepararsi al Natale con un cuore pieno di pace e di amore
9)Allontanare l’ansia, l’agitazione e la paura con una vita interiore e di relazioni sociali con le distanze di sicurezza, ma mai di cuori e di anime
10) Usare i cellulari e i social per comunicare fiducia, speranza e per raccontare storie belle e cose buone

(fra Emiliano Antenucci)

La fede non è un sentimento interiore……

OMELIA – 26^ DOMENICA ORDINARIA – 27 sett 2020 – anno A

In quel tempo, disse Gesù ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: 28«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. 29Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. 30Si rivolse al secondo e gli disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. 31Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 32Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli». – Matteo 21,28-32

Credo che la frase chiave che ci aiuta a capire il significato di questa parabola è:

“… i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio …”

E’ importante tener presente che Gesù si rivolge ai capi dei sacerdoti.

Analizzando l’insieme del vangelo di Matteo credo che possiamo dire che Gesù non vuole fare l’elogio della prostituzione, ma l’elogio di chi ha il coraggio di cambiare vita.

Non fa l’elogio della prostituta Maddalena, ma l’elogio del suo coraggio di cambiar vita e di ri-diventare donna.

Fa l’elogio del pubblicano Zaccheo che restituisce il quadruplo di quello che aveva rubato.

Gesù elogia chi ha il coraggio di passare da un “no” ad un “sì”.

Gesù elogia chi, di fronte alle difficoltà o ad un problema, ha il coraggio di rimboccarsi le maniche e di fare qualcosa.

Avevo fame e mi avete dato da mangiare….(Mt. 25,35)

Oggi potremmo dire che quelle prostitute e quei pubblicani sono il simbolo di tutti coloro che pur non facendo parte di nessuna “chiesa” o di nessuna “religione”, cercano la realizzazione di una umanità più piena, si impegnano e lottano per una società più giusta.

Per Gesù “credere” vuol dire “vivere”.

La fede non è un semplice sentimento interiore, ma è un assumere uno stile di vita. Se dici di essere credente … devi diventare credibile.

Devi dimostrarlo con i fatti non con le parole.

Quei due figli rappresentano ognuno di noi.

Quante volte abbiamo detto subito: Sì … magari per far bella figura, ma poi non ci siamo mossi!

E quante volte abbiamo detto subito: No … forse anche per contestare, ma poi invece ci siamo dati da fare!

Viviamo tutti, dentro di noi, delle forti contraddizioni.

La nostra vita non sempre è lineare.

Chi di noi non ha mai sbagliato?

Ricordo il titolo di un bel libro di Harold Kushner

Nessuno ci chiede di essere perfetti nemmeno Dio”

Nessuno è perfetto. Abbiamo tutti dei limiti.

Dobbiamo soltanto imparare ad avere il coraggio di dire: “Ho sbagliato”.

Di riconoscere i propri limiti.

Il Dio del Vangelo non giudica e non condanna chi sbaglia. Capisce e comprende le paure e le fatiche di dire subito “sì”. Lascia sempre la porta aperta. Ti aiuta sempre a ri-partire, a ri-cominciare.

(dal web)