Analogie

Interrompo il mio silenzio quaresimale per ringraziare Rita per questo post che ho apprezzato tanto. Ciao Rita e santa quaresima.

I Have A Dream

Tante sono le analogie tra ciò che sta succedendo in questi giorni e quello che Alessandro Manzoni descriveva in un capitolo dei Promessi Sposi: superficialità iniziale,  aumento impressionante dei contagi che vede la Lombardia al primo posto nella mappa della diffusione del Coronavirus, così come lo era stata per la peste, ricerca del cosiddetto paziente numero uno, “il portator di sventura”, come lo definiva lo scrittore, i supermercati presi d’assalto come era successo per i forni milanesi e poi … tanti provvedimenti, tante parole. E’ un periodo questo, in cui tutti siamo presi da un senso di smarrimento, in cui tante certezze sono crollate, un  periodo che, come era successo per il terremoto del 1980, ci sta segnando così tanto che, quando passerà, parleremo di un prima e di un dopo.  Tante sono le immagini, le storie, le informazioni che costantemente i mezzi di comunicazione ci mostrano; un’immagine in particolare…

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Ultime notizie

E’ un post che merita di essere letto e se qualcuno vuole aggiungere qualcosa riguardo alla perdita del buon senso (il come e quando) mi farà piacere.

DADAWORD

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Oggi piangiamo la scomparsa di un caro, vecchio amico, il Buon Senso, che fu con noi per molti anni.
Nessuno sa con precisione che età avesse, perché i suoi dati anagrafici vennero persi molto tempo fa in disguidi burocratici.

Il Buon Senso viveva secondo principi semplici e finanziariamente solidi (non spendere più di quanto guadagni) nonché ragionevoli strategie (gli adulti, non i bambini, siano al comando).

La sua salute cominciò a deteriorare rapidamente quando delle regole ben intenzionate ma eccessive presero il sopravvento.

Il Buon Senso perse terreno quando dei genitori attaccarono gli insegnanti per aver fatto il lavoro che loro stessi non erano riusciti a fare nel disciplinare i loro figli riottosi.
Peggiorò ulteriormente quando alle scuole venne richiesto di procurarsi l’assenso dei genitori per amministrare una lozione solare o un’aspirina a uno studente; ma venne impedito loro di informare i genitori quando una studentessa restava incinta e desiderava…

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Preghiera

UNA BELLA PREGHIERA PER L’ANNO CHE SI STA CONCLUDENDO E PER L’ANNO CHE VERRA’.

Signore, alla fine di questo anno voglio ringraziarti per tutto quello che ho ricevuto da te, grazie per la vita e l’amore, per i fiori, l’aria e il sole, per l’allegria e il dolore, per quello che è stato possibile e per quello che non ha potuto esserlo.

Ti regalo quanto ho fatto quest’anno: il lavoro che ho potuto compiere, le cose che sono passate per le mie mani e quello che con queste ho potuto costruire.

Ti offro le persone che ho sempre amato, le nuove amicizie, quelli a me più vicini, quelli che sono più lontani, quelli che se ne sono andati, quelli che mi hanno chiesto una mano e quelli che ho potuto aiutare, quelli con cui ho condiviso la vita, il lavoro, il dolore e l’allegria.

Oggi, Signore, voglio anche chiedere perdono per il tempo sprecato, per i soldi spesi male, per le parole inutili e per l’amore disprezzato, perdono per le opere vuote, per il lavoro mal fatto, per il vivere senza entusiasmo e per la preghiera sempre rimandata, per tutte le mie dimenticanze e i miei silenzi, semplicemente… ti chiedo perdono.

Signore Dio, Signore del tempo e dell’eternità, tuo è l’oggi e il domani, il passato e il futuro, e, all’inizio di un nuovo anno, io fermo la mia vita davanti al calendario ancora da inaugurare e ti offro quei giorni che solo tu sai se arriverò a vivere.

Oggi ti chiedo per me e per i miei la pace e l’allegria, la forza e la prudenza, la carità e la saggezza. Voglio vivere ogni giorno con ottimismo e bontà, chiudi le mie orecchie a ogni falsità, le mie labbra alle parole bugiarde ed egoiste o in grado di ferire, apri invece il mio essere a tutto quello che è buono, così che il mio spirito si riempia solo di benedizioni e le sparga a ogni mio passo.

Riempimi di bontà e allegria perché quelli che convivono con me trovino nella mia vita un po’ di te. Signore, dammi un anno felice e insegnami e diffondere felicità. Nel nome di Gesù, amen.

Natale nel cuore

Con questo articolo di Fausto auguro un santo Natale a tutti voi che passate. Lucetta

NATALE NEL CUORE di Fausto Corsetti

Torna il Santo Natale. Torna con il suo bagaglio di ricordi, di sentimenti, di propositi. Tutti, cristiani e non cristiani, sentono questa festa con affetto, quasi con nostalgia e tutti, in un modo o nell’altro ne sono presi, si sentono partecipi di qualcosa di particolare, di unico nell’anno. Anche chi non ha la fede sente di non sfuggire a un clima suggestivo, che al di là degli aspetti di consumo, fa intuire di essere dentro a una storia, parte di una tradizione significativa che ha segnato il mondo: una storia importante perché testimonia bontà e suggerisce propositi migliori, riporta al centro di noi stessi, a quello che vorremmo essere veramente, a ciò che è più importante nella vita e che spesso, invece, trascuriamo. Risveglia più acuta la nostalgia di un mondo diverso, migliore, dove la violenza e l’egoismo non hanno cittadinanza, perché regna la riconciliazione dell’anima e dei cuori, della persona e dei popoli. E sentire questo, anzi, sentirsi parte di questo fiume di bontà desiderata, fa bene anche se il quotidiano riprende veloce e convulso con le sue miserie e le sue solitudini. Per coloro che hanno il dono della fede, tutto questo non è un sogno e un’invocazione, ma realtà. Il Natale, infatti, non è astratto, ma rimanda a Colui che è nato: il Figlio di Dio, il Verbo eterno, è nato nella carne, è entrato nel tempo. E con Lui una nuova vita, quella vera. Quando l’uomo sa di non essere solo nel suo cammino su questa Terra, sa che Dio non è lontano ma si è fatto vicino e gli offre la sua amicizia, il suo amore, la sua stessa vita, allora la vita cambia: restano le prove e le ombre, ma sa di avere accanto Lui. Sempre. Sa che in Gesù Dio gli mostra fiducia, e quando sentiamo che qualcuno ha fiducia in noi, diventiamo capaci di spremere il meglio da noi stessi, il meglio di dedizione e sacrificio, pur di non tradire la fiducia che ci è stata donata, quella fiducia che scalda il cuore e scioglie la vita da rigidità, risentimenti, contrapposizioni. Sentiremo che se Dio ha fiducia di noi sarà più facile ritrovare la fiducia nel prossimo, costruire ponti e percorrere strade di bene. La Luce si è ormai accesa e nessuna tenebra potrà più spegnerla: la Luce è Gesù Bambino. Spesso non riusciamo a vedere, ma sappiamo che c’è, che ancora la sua Parola la possiamo ascoltare, il suo Corpo lo possiamo toccare, la sua forza la possiamo sentire, il suo Spirito ci riempie la vita. Ci metteremo dietro le colonne come il pubblicano, abbiamo bisogno di conversione, ma aspettiamo la sua carezza che ci faccia alzare lo sguardo, che riempia di nuovo le nostre famiglie della sua speranza, della sua pace. Ritorneremo alle fatiche di ogni giorno, le accettiamo come l’unico modo di condividere la sua passione per l’umanità, ma avremo nel cuore Lui, piccolo bambino indifeso, all’ombra di una croce, dito puntato verso la Risurrezione.