Elena è un’amica che per un periodo di tempo ho avuto la gioia e la fortuna di avere vicina. Per due brevi anni ha condiviso  con me il suo dolore atroce per aver perso un figlio, scomparso in mare per salvare la vita altrui. A volte mi scrive e mi manda delle poesie che desidero condividere con voi che passate. Buon mese di maggio. Lucetta

Scintille di luce

Traccia ancora  il dolore solchi d’angoscia nell’arena dei giorni. S’incunea, s’inceppa estenuante su pareti anfrattuose e lento batte le ore di un’alba senza luce. Nel pianto represso l’anima, eterna presenza, sospinge sollecita il respiro all’ombra della croce per attingere scintille di luce.

Elena Salvatore Ferrante  (La mamma di Dominick)

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Io sono qui ,la sabbia, ancora cocente di te, scivola tra le mani congiunte a preghiera, a bucare il mio cuore di madre, culla di semi che rompono il ghiaccio in lacrime sciolte, per gemmare in canti di cielo. Sono qui, rapita da un volo ardito che sfuma lontano, trascrivo nel cielo il mio sguardo, mentre foglie dorate, in girotondi frenetici, spazzano pensieri e aprono spazi. Nell’arcano silenzio che mi brilla dentro, sento il tuo respiro di luce che soffia, sull’orma d’argilla, l’attimo nascente che avanza, fra galassie incandescenti e firmamenti in concentrici cerchi di danze stellari, a fasciarti nell’Oltre, d’accecante bellezza, finché ogni istante si annulli in Eternità.  Oh figlio, sorvoli il tuo canto, quel tiepido meriggio d’estate, perché … perché lì,                  nel tuo tempo cessato, le stagioni, il mare e gli astri, già sanno di te!                                             Io sono qui, figlio, a respirare il tuo respiro di luce, in un improvviso profumo.

 La mamma

Respiro di luce
 
Canto di luce 
tu  respiri le vette.
Per verdi silenzi
incidi parole di linfa.
E nel volo tarpato di sogni,
l’ardore sacro del 
tuo cerchio di sangue,
fra nebulose,
affina lo sguardo
per orizzonti ameni.
 Così
dal ghiaccio fluido
di materia scomposta
 rinasce respiro di luce.
La mamma

Nevica

Nevica da giorni e nevicherà ancora. (Dicono).

Anche sul mio dolore come sulla tua  pietra si posa calmo quel silenzio bianco che parla di splendore.

Al buio selvaggio dei pensieri al muro gelido che ci separa al sole d’inverno che si nasconde. 

Forse che gli astri cosi lontani e muti hanno più vita dell’umile bucaneve chino sul candido manto?

Viaggia così questo dolore caldo e languido tra foglie algide e cristalli di neve.

Nevica, nevica ancora sulle mie lacrime…gocce di luce.  

La mamma

Solo il cielo

Fremevano ancora vivi

i sogni d’alba

nello sguardo di fuoco

di quell’ultima scintilla.

Le cicale pigre ed assonnate

oziavano nell’afa del meriggio

con incessante frinire

nell’aria già pregna di mistero.

L’orizzonte d’improvviso

s’aggomitolò su muraglia d’onde

a rovesciare salsedine di belva

sui sogni in fiore.

A chiudere il cerchio delle ore.

Solo il cielo

si fasciò di sorrisi

perché oltre il nulla

ritrovassi l’Azzurro

del suo viso.

Quel battito di cuore

S’alza roco un pianto

dal grembo marino

lento, come foglia morta

appena spinta.

Pesante d’acqua di tempesta

e livida fatica.

Confuso il sole

d’un cielo in precipizio

e randagio quel battito

di cuore fuori tana

ultimo riverbero spezza

nel silenzio della via oscura.

Ti cercherò ovunque.

tra i granelli intrisi

di fiato rubato e

forse, chissà,

ti coglierò nella melodia

di un canto lontano

Quel cielo testimone

Fragili ali di vento

Timide sfiorano

Aliti di sangue

Su rima d’onde.

E quel cielo testimone

Memore colora

Di palpiti rubini

I suoi tramonti.

Scivola lenta la notte

A dipanare

Da vortici d’abisso

Fili d’alba fluttuanti

Nel canto bianco

Di un solitario giglio di mare.

E Sirio più luminosa

Brilla

Di caldi segreti

Al mio taciturno soliloquio.

tu sorriso di sogno rubato

Ondeggi fiacco

Su labbra tremanti

Baciate da stelle cadenti.

(Elena Salvatore Ferrante) 

 

 
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