AMATRICE 2016

20 secondi… 40 secondi… 80 secondi… e tuo marito, tua moglie, i tuoi figli, tuo padre, tua madre non vivono più. Perdi tutto. Perdi ogni riferimento. Cosa faccio? dove sono? Dov’è la mia casa? Non la riconosco più. Il mio lavoro. Il sorriso dei miei figli…. E ripensi a quante inutili liti, a quante volte del tuo parere, della tua opinione ne hai fatto una questione di vita o di morte. Quante volte, di sciocchezze, di stupidaggini ne hai fatto una questione di principio? Poi quando le uniche cose che contano nella tua vita non ci sono più, quando non hai più nè risorse nè speranze nè braccia che ti stringono nè baci che ti consolano, quanto ti guardi attorno sperduto tra sassi, polvere e mattoni e giocattoli, allora capisci che non si gioca più, che non c’è più tempo per riparare a quella frase sparata come un proiettile in faccia al prossimo, a quel giudizio gratuito, a quelle “questioni di principio”, a quell’abbraccio negato. E quando ti accorgi che a te, per qualche oscuro motivo è stato concesso un po’ più di tempo per capire cosa veramente conta nella tua vita, dove è il vero tesoro dove riporre il tuo cuore, devi fare in fretta e approfittarne. Per chiedere scusa, per far pace, per implorare il Signore di riparare le uniche vere macerie della tua vita. Finchè c’è tempo, impara a modificare i tuoi:”non posso” in:”POSSO”! Getta la cattiveria, l’arroganza e l’invidia… Impara a gioire delle cose semplici e dei successi del tuo prossimo: familiare, amico o sconosciuto senza voler sempre il riflettore puntato sul tuo egoismo … Prima che scocchino per ognuno di noi, quei 20 secondi… 40 secondi… 80 secondi. Gli ultimi. Perdonatemi. Se volete. Se potete.

Scritto da Dario Veranda (sopravvissuto al terremoto)

 

” All’ improvviso “

Annavano in montagna pe scappà  dar gran casino senza avè telefonato a quer bastardo der Destino che s’ è fermato appena sotto la superficie de quer paese che chiamaveno Amatrice.

La se magnava bene e de gran gusto
e ogni posto pe magnà  era er posto giusto.
Se viveva come nell' antichi tempi,
co li grossi belli sazi e li regazzini che corevano contenti.
All' improvviso mentre Morfeo li accarezzava 
er buio de la Morte sospirava
portannose via quell' Anime innocenti
dal seno de la madre, dall' amore dei parenti.
Nun hanno manco potuto combatte da dentro al letto
perchè all' improvviso è diventato er tetto
e tutto quello che ce stava in mezzo je impedisce de strillà
perchè spigne sopra ar petto e nun li fa respirà.
All' improvviso se svejeno e nun sentono più dolore
ma un senso de riposo, un' onda de calore. 
Se sentono rinati, lontani dall' inferno, 
e vedeno de sta vicino ar Padre Eterno.
Je chiedeno "Signore perchè c' hai richiamato...
In fondo er nome tuo avemo sempre rispettato",
er Padre Eterno allora ha acceso na luce e fatto 'n gran soriso,
j' ha detto a tutti quanti "questo è... er Paradiso,
nun dovete più stancavve, nun dovete tribbolà , 
avete guadagnato l' eterna libertà".
All' improvviso se esente chiamà  e quarcuno se arisveja
e comincia e respirà  capendo che la morte nun ha preso er sopravvento, 
e che nun è er momento de annà  dar Padre Eterno.
E' stato un brutto sogno e ne stamo a uscì
e mo trovamo er nerbo pe potè ricostruì,
non solo le casette, la chiesa e le villette
ma la Dignità  de giovani e vecchiette
...che certo torneranno in men che non si dice
a vive in quer Paese che se chiama ancora AMATRICE!!!

(anonimo romano)



 

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