Tempo d’attesa

Non esiste buio senza la speranza di luce e più il buio è profondo più intenso e prepotente diventa il desiderio di luce.
La notte trascorre le sue ore in attesa dell’alba che accarezza e colora di vita; il sonno consuma il suo respiro profondo e sognante nell’attesa del risveglio, il seme nell’humus fecondo, s’addormenta e lievita per erompere alla luce e rifiorire di vita.
Così la sofferenza; c’è sempre in essa un alito di speranza che porta a lottare e superare anche i momenti più cruciali. Così il dolore, quello più grande, come la perdita di un figlio. Lentamente si stempera in dolcezza nella fede e nell’incanto di un tempo d’attesa.
Le lacrime copiose ed amare, col tempo diventano fiammelle di preghiera e si trasformano in note di carezza che volano nell’aria seguendo scie misteriose in cerca della stella polare.

Lontano da ogni frastuono che si sente nell’aria prenatalizia, così piena di esteriorità, di luccichio di vetrine stracolme di proposte allietanti, corse alle compere, stravaganze mondane di ogni sorta, io voglio vivere il mio tempo d’attesa dell’EVENTO INFINITO, in un incanto interiore che mi porta sulle orme dei Re Magi a seguire la stella cometa, alla ricerca di un BIMBO-RE- fonte di vita.
Porterò con me la melodia di una dolce ninna-nanna, mi accompagnerò al suono delle ciaramelle dei pastori, nello sguardo il sorriso dell’erba dei campi che respirano già la gioia del grande mistero. Nelle orecchie il fruscio dell’inchino di tutte le foreste, il canto delle vette innevate, ma anche il pianto del fango che travolge e inghiottisce, l’amaro del mare-sepolcro, il gelo della mano omicida, il pianto innocente, il fetore delle macerie del mondo.
Voglio vivere il mio Natale in un’estasi di nascita che si sublima sulla croce del monte Calvario e si illumina nel sepolcro della Resurrezione.
Voglio che il mio dolore di mamma si smarrisca nel tempo d’attesa in un raccoglimento che mi ricorda la semina e la speranza che essa comporta.
Il seme che si copula in un atto d’amore genera maternità, dono incommensurabile che si eleva alla irraggiungibilità della VERGINE-MATERNITA’ che partorisce il BENE-ASSOLUTO nella povertà di una capanna ingemmata di cori celesti.
Voglio vivere il mio Natale in un cammino che porti a quella capanna e trasformi le mie lacrime in musica di ninna-nanna che avvolge e vive il figlio ritrovato proprio e solo nel Mistero che dà immortalità all’anima
e …
con le mani di tutte noi mamme, dal cuore spezzato, intrecciate come fili di paglia e di calore, comporre la “CULLA” e dondolarla in un’estasi d’attesa tra le pieghe del cuore della Mamma Vergine che “ TUTTO SA E SERBA NEL SUO CUORE”.

Fiocchi nel tempo

Dove sei, dove sei…
rotola lenta
su sciami di bianche farfalle
lacrima gonfia.

Confusa
ti cerco lontano
e tu sorridente
in cristalli di neve
raccogli i lamenti.
Mi porgi le mani congiunte
per ascoltare insieme
parole di cielo.

Ritrovarci a volare
come fiocchi nel tempo
in una notte d’incanto.
Posarci sull’umile erba
chini davanti al mistero
di un  Vagito soave, messaggio
d’amore universale.

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