La buona volontà, condizione necessaria alla pace

La pace interiore, di cui trattiamo, dipende fondamentalmente dall’atteggiamento nei confronti di Dio. La pace interiore è dono di Dio, l’uomo che gli si oppone, che più o meno coscientemente lo rifugge o rifugge alcuni dei suoi appelli o delle sue esigenze, non potrà godere di una vera pace. Notiamo però una cosa: quando qualcuno è vicino a Dio, l’ama e desidera servirlo, sarà in grado di ricevere il dono della pace; l’ordinaria strategia, messa in atto dal demonio, consisterà nel cercare di fargli perdere questa pace del cuore, mentre Dio al contrario, viene in suo aiuto per rendergliela.

I fattori di questa legge si invertono per una persona che è lontana da Dio e che vive nel male e nell’indifferenza: il demonio cercherà di tranquillizzarla, di mantenerla in una falsa pace; mentre il Signore, che desidera la sua salvezza e la sua conversione, turberà ed agiterà la sua coscienza per cercare di condurla al pentimento.
La pace di un uomo non può essere profonda e duratura, se egli è lontano da Dio, se la sua più profonda volontà non è interamente orientata verso Lui: ” Tu ci hai fatti per te, Signore, ed il nostro cuore è inquieto se non riposa in Te. ” (Sant’Agostino).

Condizione generale alla pace interiore è dunque quanto potremmo definire la buona volontà. Si potrebbe parimenti chiamare purezza di cuore.
E’ quella stabile e costante disposizione d’animo dell’uomo deciso ad amare Dio più di ogni altra cosa, sinceramente desideroso di anteporre in tutte le circostanze la volontà di Dio sulla sua.
Potrà succedere – accadrà sicuramente – che nella vita di tutti i giorni il suo comportamento non sia in perfetta armonia con questo proponimento. Molte imperfezioni si sommeranno nella realizzazione di questo desiderio, ma egli ne soffrirà, ne domanderà perdono al Signore e cercherà di correggersi.
Dopo gli smarrimenti eventuali, si sforzerà di rientrare in questo sì a Dio in tutto, senza eccezione.Ecco cos’è la buona volontà.

Non è la perfezione, in quanto può ben coesistere con delle esitazioni, delle imperfezioni, con degli errori, ma è la via verso di essa, perchè proprio questa disposizione abituale del cuore ( fondata su virtù quali fede, speranza, carità ) che permette alla grazia di Dio di condurci poco a poco alla perfezione.
Questa buona volontà, questa abituale determinazione di dire sempre di si a Dio, nelle grandi come nelle piccole cose, è una conditio sine qua non della pace interiore.
Fin quando non avremo acquisito questa determinazione, continueranno a dimorare in noi una certa inquietudine ed una certa tristezza: l’inquietudine di non amare Dio tanto quanto Egli ci invita ad amarlo, la tristezza di non averGli ancora donato tutto.

Perchè l’uomo che ha donato la sua volontà a Dio, in un certo qual modo gli ha donato tutto. Fin quando il nostro cuore non avrà così trovato la sua armonia, non potremo essere veramente in pace. Esso non sarà unificato che nel momento in cui tutti i nostri desideri saranno subordinati al desiderio di amare Dio, di piacere a Lui e di fare la sua volontà. Ciò implica, ben inteso, anche la determinazione a staccarsi da tutto quanto sarebbe contrario a Dio.
La buona volontà, condizione sufficiente alla pace. Possiamo anche affermare che questa buona volontà è sufficiente per mantenere il proprio cuore nella pace, anche se, malgrado ciò, abbiamo ancora molti difetti e mancanze: ” Pace in terra agli uomini di buona volontà ” (testo latino della Vulgata).
In effetti, cosa ci domanda Dio, se non questa buona volontà ? Cosa potrebbe pretendere di più, Egli che è un Padre buono e compassionevole, quando vede che suo figlio desidera amarlo sopra ogni cosa, soffre di non amarlo a sufficienza ed è disposto ( anche se si ritiene incapace di farlo con la propria forza) a staccarsi da tutto ciò che gli sarebbe contrario? Non sta forse a Dio stesso intervenire per portare a buon fine questi desideri che l’uomo, lasciato alle sue sole capacità, non è in grado di realizzare ?
A santa Geltrude, nostro Signore aveva risposto: ” In tutte le cose e al di sopra di tutto abbi buona volontà; questa sola disposizione donerà alla tua anima lo splendore e il merito speciale di tutte le virtù. Chiunque abbia buona volontà, desiderio sincero di lavorare per la mia gloria, rendermi grazie, partecipare alle mie sofferenze, amarmi, e servirmi tanto quanto le creature insieme, riceverà senza dubbio ricompense degne della mia generosità e il suo desiderio sarà talvolta più vantaggioso di quanto non lo siano, per altri, le loro buone opere .

(continua)

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