Dio può trarre il bene anche dalle nostre colpe

Non bisogna prendere troppo sul tragico le nostre mancanze, perché Dio è capace di trarne del bene. Santa Teresa di Gesù Bambino amava molto questa frase di san Giovanni della Croce : “L’amore sa trarre profitto da tutto, dal bene come dal male che trova in me, e trasformare le cose in sé . ”
La nostra fiducia in Dio deve arrivare fino a questo: credere che Egli è tanto buono e potente da trarre profitto da ogni cosa, compresi i nostri errori e le nostre infedeltà. Quando cita la frase di san Paolo. “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio “, sant’Agostino aggiunge : “Etiam peccata “, anche il peccato !.
Certo dobbiamo lottare energicamente contro il peccato e correggerci dalle nostre imperfezioni. Dio vomita i tiepidi, e nulla raffredda tanto l’amore quanto la rassegnazione ad una certa mediocrità ( d’altronde questa rassegnazione non è che una mancanza di fiducia in Dio e nella sua capacità di renderci santi !). Inoltre quando siamo stati causa di qualche male, dobbiamo cercare di riparare, nella misura del possibile. Ma non dobbiamo cedere allo sconforto poiché Dio, una volta che ci siamo rivolti a lui con cuore pentito, sarà capace di fare scaturire un bene dalle nostre colpe. Almeno questo : cresceremo nell’umiltà ed apprenderemo a riporre sempre meno fiducia nelle nostre forze e sempre più in Lui.
La misericordia del Signore è tanto grande da utilizzare gli errori a nostro vantaggio !

Un mistico fiammingo del medioevo, scrive : ”
Il Signore, nella sua clemenza, ha voluto ritorcere i nostri peccati contro loro stessi e per noi; ha provato il modo migliore di renderli a noi utili, di convertirli nelle nostre mani in strumenti di salvezza. Che tutto questo non diminuisca di nulla il nostro timore di peccare, né il nostro dolore per avere peccato. Ma i nostri peccati sono diventati per noi fonte di umiltà. ” Aggiungiamo anche che possono in ugual misura diventare fonte di dolcezza e misericordia verso il prossimo. Proprio io che cado tanto facilmente, come posso permettermi di giudicare il mio fratello, come posso non essere misericordioso nei suoi confronti, cosi come il Signore e’ stato con me ?
Dunque, dopo una colpa qualsiasi, invece di restare definitivamente ripiegati su se stessi, rimurginandone il ricordo, volgiamoci subito a Dio con fiducia, anzi ringraziamolo del bene che la sua misericordia trarrà da questo peccato.
” Per conservare il tuo cuore pacifico in tutto occorre anche che tu lo difenda e custodisca da certi scrupoli e rimorsi interiori che sono alcuna volta del demonio, sebbene (perché ti accusano di qualche mancamento) pare che vengano da Dio. Dai frutti loro conoscerai donde procedono.
Se ti abbassano, ti fanno diligente nel bene operare, né ti tolgono la confidenza in Dio, li devi ricevere come venissero da Dio con rendimento di grazie, ma se ti confondono e fanno pusillanime, diffidente, pigro e lento nel bene, tieni pur per cosa certa che vengono dall’avversario; però non dando loro orecchio, prosegui nel tuo esercizio. ” ( Il combattimento spirituale)

(continua)

Annunci