La pace, cammino verso la perfezione

L’esperienza vi mostrerà che la pace, che riverserà nella vostra anima la carità, l’amore di Dio e del prossimo, è la via più diretta verso la vita eterna.
Abbiate cura di non lasciare mai che il vostro cuore si preoccupi, si rattristi, si commuova, né che conviva con quanto potrebbe causargli inquietudine, ma lavorare sempre per mantenerlo tranquillo, poiché il Signore dice: Beati i pacifici. Fate questo e il Signore edificherà, nella vostra anima, la città della pace e farà di voi la casa delle delizie. Ciò che si aspetta da parte vostra è solo che tutte le volte in cui vi capita di preoccuparvi, sappiate riacquistare la calma e la pace da soli, nelle opere, nei pensieri e nei movimenti, senza eccezione.
Cosi come una città non si edifica in un giorno, non pensare affatto di arrivare in un sol giorno alla pace e all’acquietamento interiore, perché si tratta di edificare una dimora per Dio e che voi diventiate suo tempio. Sarà lo stesso Signore a costruire : senza di lui il vostro lavoro sarà inutile. D’altra parte considerate che questo edificio ha per fondamento l’umiltà.

Tenere l’anima libera e senza vincoli
Che la vostra volontà sia sempre pronta ad ogni evenienza e che il vostro cuore non sia assoggettato a nulla. Quando formulerete qualche desiderio, che sia fatto in modo di non provare poi alcuna pena in caso di fallimento, di custodire l’animo in pace come se nulla aveste sperato, la vera libertà consiste nel non legarsi e niente. E’ proprio cosi, senza vincoli, che il Signore vuole la vostra anima, per potervi operare le sue grandiose meraviglie.

Cosa fare quando abbiamo peccato ?
Quando tu ti trovi ferita ( si riferisce ad un anima) per essere caduta in qualche difetto per tua debolezza, ovvero talora per volontà e malizia, non t’inquietare per questo, ma rivolgendoti subito a Dio digli cosi: ” Ecco, Signor mio, cosa ho fatto da quello che sono, né da me altro ci si poteva aspettare che cadute “. E qui con un poco di calma umiliati ai tuoi occhi, rammaricati dell’offesa del Signore e senza confonderti sdegnati contro le tue viziose passioni, principalmente contro quella che ti ha cagionato la caduta. Seguita poi: ” Né mi sarei fermata qui, Signore, se tu per bontà tua non mi avessi tenuta “ E qui, rendigli grazie ed amalo più che mai,stupendoti per tanta clemenza poiché offeso da te ti porge la mano destra perchè tu non cada di nuovo. In ultimo dirai con una gran confidenza nella sua infinita misericordia: “ Fa’ tu, Signore, da quello che sei : perdonami, nè permettere che io viva da te separata, né lontana giammai, né che più ti offenda “. E fatto questo, non ti dare a pensare se Iddio ti abbia perdonato o no, perché ciò non è altro che superbia, inquietudine di mente, perdita di tempo ed inganno del demonio sotto colore di diversi buoni pretesti. Però lasciandoti liberamente nelle mani pietose di Dio, seguita il tuo esercizio come se non fossi caduta.

Poiché l’amore non dimora che nella pace, vi raccomando di avere sempre cura di conservare per bene la santa tranquillità di cuore. Tutti i pensieri che procurano inquietudine e agitazione di spirito non vengono affatto da Dio, poiché egli è il principe della pace. Sono tentazioni del nemico e pertanto bisogna scacciarle e non tenerne conto. Bisogna vivere tranquillamente in tutto e per tutto. Se ci arriva una sofferenza, interiore o esteriore, la dobbiamo accettare tranquillamente. Se ci arriva una gioia accogliamola con eguale tranquillità, senza trasalire. Dobbiamo fuggire il male ma bisogna che sia fatto tranquillamente, senza preoccupazione, poiché altrimenti nella fuga potremmo cadere e dare occasione al nemico di ucciderci. Dobbiamo fare del bene ? Facciamolo serenamente altrimenti potremmo commettere molti errori con l’agitazione. 

(continua)

 

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