SABATO SANTO


Farò la Pasqua da te

Commento di Severino Pagani,

(…) Dietro a questo buio e a questo masso rotolato si è costretti ad andare oltre la propria vicenda personale e assaporare quel più ampio sentire del mondo: un sentire che serpeggia nel cuore di molte persone confuse.

Nel mondo di oggi Dio è cercato, evitato, mal sopportato, negato. Alcuni lo cercano, altri diffidano di lui, non lo vogliono trovare.

C’è chi soffre perché c’è Dio, chi soffre perché non c’è, chi perché sembra esserci e scomparire; insieme necessario e irrilevante.

Il giorno del Sabato santo è il giorno dedicato agli atei, non agli atei teorici, non quelli che amano le discussioni sottili, non quelli che si attardano con il principio di non contraddizione, con l’incongruenza linguistica dei concetti. Forse questi non esistono più, o non sono mai esistiti; parlo invece degli atei pratici, quelli che fanno a meno di Dio prima di aver deciso se c’è o non c’è. Ma penso anche a quelli che soffrono in questa loro anteprima di decidere. Il Sabato santo è fatto anche per quell’ateismo che è in noi, e in tante persone, che si dibattono tra dolore e amore, tra corpo e spirito, tra sensualità e misticismo.

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