A motivo di Gesù, che vive in noi, noi non esistiamo più da soli, siamo individui responsabili dei nostri atti personali, ma portiamo in noi anche la responsabilità di tutti i fratelli.

 Tutto il bene che è in noi, in gran parte lo dobbiamo agli altri; Cristo perciò ci invita a mitigare il nostro individualismo nella preghiera.

Finchè la nostra preghiera è molto individualista, ha poco contenuto di carità, perciò ha poco sapore cristiano. L’ affidare ai fratelli i nostri problemi è un po’ come morire a noi stessi, è un fattore che apre le porte ad essere esauditi da Dio.

 Il gruppo ha una potenza particolare su Dio e Gesù ce ne dà il segreto: nel gruppo unito nel Suo Nome, c’è anche Lui presente, che prega. Occorre però che il gruppo sia “unito nel Suo Nome”, cioè unito fortemente nel Suo Amore.

 Un gruppo che ama è strumento idoneo a comunicare con Dio e a ricevere il flusso dell’Amore di Dio su chi ha bisogno di preghiera: “la corrente d’Amore ci fa capaci di comunicare col Padre ed ha potere sui malati”.

Anche Gesù, nel momento cruciale della Sua vita, ha voluto i fratelli a pregare con Lui: al Getsemani sceglie Pietro, Giacomo e Giovanni “perché stessero con Lui a pregare”.

La preghiera Liturgica poi, ha una potenza ancora più grande, perché ci immerge nella preghiera di tutta la Chiesa, attraverso la presenza di Cristo.

Bisogna riscoprire questa enorme potenza d’intercessione, che investe tutto il mondo, coinvolge la terra e il cielo, il presente e il passato, i peccatori e i Santi.

La Chiesa non è per una preghiera individualista: sull’esempio di Gesù formula tutte le preghiere al plurale. Pregare per i fratelli e con i fratelli deve essere un segno marcato della nostra vita cristiana.

La Chiesa non sconsiglia la preghiera individuale: i momenti di silenzio che propone nella Liturgia, dopo le letture, l’omelia e la Comunione, stanno appunto ad indicare quanto le stia a cuore l’intimità di ogni fedele con Dio.

Ma il suo modo di pregare ci deve far decidere a non isolarci dai bisogni dei fratelli: preghiera individuale, sì, ma mai preghiera egoistica! Gesù ci suggerisce di pregare in modo particolare per la Chiesa.

 Lui stesso l’ha fatto, pregando per i Dodici:

“… Padre…Io prego per loro…per coloro che mi hai dato, perché sono Tuoi.Padre, custodisci nel Tuo Nome coloro che mi hai dato,perché siano una cosa sola, come noi… ” (Gv.17,9).

 L’ha fatto per la Chiesa che sarebbe nata da loro, ha pregato per noi: “…Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in Me(Gv.17,20).

Gesù inoltre ha dato l’ordine preciso di pregare per l’incremento della Chiesa:“…Pregate il padrone della messe che mandi operai nella Sua messe…”(Mt. 9,38).

Gesù ha comandato di non escludere nessuno dalla nostra preghiera, nemmeno i nemici:“…Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori…” (Mt. 5,44).

Occorre pregare per la salvezza dell’umanità. E’ il comando di Cristo! Ha messo questa preghiera proprio nel “Padre nostro”, perché fosse la nostra preghiera continua: venga il Tuo Regno.

(segue)

 

Annunci