La vita fedele di Fausto Corsetti

Tramonti e albe hanno scandito il trascorrere del tempo.

Tramonti e albe hanno scandito il trascorrere del tempo. Un vento ancora leggermente tiepido accarezza con affettuosa energia ogni albero, spogliandolo delle ricche foglie che avevano protetto frutti gustosi. I giorni si abbreviano e gradualmente si raffreddano, lasciando traccia di tale mutamento in umide nebbie che, a sera, avvolgono in un silenzio tipico, che ovatta e nasconde, cose e persone.

La sera, volentieri, si rientra a casa. Tra amici, accompagnati magari da un bicchiere di vino nuovo, più facilmente traboccano racconti di memorie che restano vere e significanti in quanto attingono a fonti sicure, quelle che scaturiscono dal domani che ciascuno custodisce nel fondo dei propri sogni. Tutto accade con fedeltà. Tutto torna a riproporsi nella ferialità dei giorni che tuttavia si succedono nuovi uno all’altro. Tutto scorre nella fedeltà dei ritmi, delle stagioni, delle abitudini, dei pensieri, delle attese.

Durante queste trasformazioni se, da una parte, si prova una indicibile fragilità, dall’altra, più viva sembra diventare la voglia di vivere o almeno il desiderio di trovare un più forte senso per vivere, più attenta si fa la ricerca della bellezza e della gioia, più familiare torna lo stupore e la gratitudine.

La fedeltà, dunque, più che una conquista o un merito diventa una scoperta che sorprende, sovrasta, precede, accompagna, accoglie, rassicura. Essere fedeli alla vita e alle sue parole, alle sue voci, non è uno sforzo, ma una sequela, un assecondare inviti, un raccogliere messaggi, un riconoscere segnali. Ancora, significa continuare ad alimentare la speranza nella vita, credere nella bellezza, sentire che la gioia è possibile in quanto è un dono. Tutto ciò, oltre a renderci più umani, ci rende capaci di fare cose incredibili, perché ci si sente sostenuti da una “Presenza” che è fedeltà, attenzione, tenerezza: diversamente tutto perde di sapore, anche la vita stessa. C’è uno Sguardo che avvolge e una Voce che chiama per nome l’uomo, ogni uomo. Dopo un simile incontro, anche se intorno resta la notte o prevalgono le nebbie più impenetrabili, la vita diventa diversa, altra, nuova. Fedeltà non significa primariamente o principalmente “fare”, ma cercare una luce, seguire una voce, intraprendere un percorso nuovo, lasciarsi avvolgere dall’abisso che dona pace. Qui l’anima respira, qui si addormenta.