Questo dialogo tra il Signore e l’anima occupa una pagina – intitolata “Comunione” – del Diario segreto della poetessa francese Marie Noël (1883-1967), una donna dall’intensa spiritualità. Essa si presenta a Cristo con le mani vuote, la bocca chiusa, il cuore triste, la mente sterile. È uno stato interiore che non è appannaggio solo di chi è infelice o è piombato nell’indifferenza religiosa e umana. No, anche grandi mistici come Teresa d’Avila sentirono affiorare nello spirito questa onda di nausea, di gelo, di cenere, che genera l’aridità dell’anima. In quel momento è facile sentirsi inutili per sé, per gli altri e per Dio e lasciarsi prendere dal gorgo dell’inerzia e della desolazione. Ma è a questo punto che scatta la replica di Dio. L’immagine dello straccivendolo che raccoglie i rifiuti e non bada persino alla sporcizia è forte ma evangelica. Sappiamo, infatti, che Cristo visse sistematicamente circondato da quelli che erano, allora e oggi, gli scarti della società perbene. Eppure non aveva nessuna esitazione nell’affermare che essi – sì, pubblicani, prostitute e peccatori – sarebbero stati i primi nel regno dei cieli, proprio perché consapevoli della loro miseria, liberi da ogni altezzosità, pronti ad afferrare la mano di quel Dio che salva ogni uomo o donna che in lui confida.

( Gianfranco Ravasi)

“Sono qui, mio Dio. Mi cercavi? Cosa volevi da me? Non ho nulla da darti. Dal nostro ultimo incontro, non ho messo da parte niente per Te. Niente…nemmeno una buona azione. Ero troppo stanca.

Niente, nemmeno una buona parola. Ero troppo triste. Niente, se non la fatica di credere in Te, gli acciacchi della vita, il disgusto di vivere, la noia, la sterilità.

Niente se non la fretta di ogni giorno, di veder finire la giornata senza servire a niente, il desiderio di riposo lontano dal dovere e dalle opere, il distacco dal bene da fare…. “

Risponde Gesù: “Dammeli.” Il torpore dell’anima ,la fatica di credere in me, i tuoi affetti, le gioie, i rimorsi, i turbamenti, gli spaventi, i dubbi, le ansie, i timori.. “Dammeli”.

” Signore, ma allora Tu, come uno straccivendolo, raccogli i rifiuti, le immondizie.

Che ne vuoi fare, Signore?”

” Il Regno dei Cieli”.

E’ consolante che quello che noi consideriamo scarti, rifiuti da eliminare dalla nostra vita , il Signore li trasforma in opere d’arte ed allora non resta altro che dirGLI come Maria :” Eccomi, avvenga per me quello che hai detto” Un saluto caro a tutti quelli che passano. Lucetta