Il maggior pericolo non è tanto la tendenza della massa a comprimere la persona, ma la tendenza della persona a precipitarsi ad annegare nella massa.

Simone Weil

Una finissima interprete dell’esistenza come Simone Weil (1909-43), ebrea parigina di straordinaria intelligenza e spiritualità, ci mette impietosamente – nel passo da noi tratto dai suoi Scritti di Londra -di fronte a un’amara verità. Se è vero che la massa schiaccia e talora annulla la persona, è ancor più vero che sotto quello schiacciasassi molti si distendono quietamente aspettando di essere «spianati» da ogni loro identità o, per stare all’immagine della fiumana, vi accorrono per annegarvisi. L’avere una convinzione propria e tenerla ben eretta come una fiaccola sopra la marea delle teste «omologate» è un impegno serio e severo. La folla anonima può persino essere un orizzonte sicuro in cui riparare, dissolvendo in essa non solo le proprie paure, ma anche la fede, l’identità e la coerenza. La massa o la grigia collettività non è mai da scambiare con la comunità viva in cui le diversità creano armonia nell’unità.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori