Per le amiche ed amici di blog

Mi trovo da lungo tempo lontana da casa senza internet né alcuna possibilità di leggervi. Niente di grave solo mi trovo in un paese dell’Abruzzo vicino alle mie sorelle e sto sperimentando, insieme a mio marito, come si sta lontano da Roma e se in futuro venire qui definitivamente. Solo ieri ho potuto accedere alla posta ed ho trovato 293 messaggi. Vi chiedo scusa ma cancellerò tutto. Per me è veramente troppo. Non so quando avrò la possibilità di tornare a leggervi con regolarità per cui potete liberamente cancellare la mia iscrizione al vostro blog. Vi saluto tutti caramente specie le amiche e gli amici più affezionati. Non vi dimentico, nonostante il silenzio, e la preghiera è il filo che mi tiene legata a tutti voi. Lucetta

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GUAI in vista se……

VANGELO della VI^ DOMENICA del Tempo Ordinario – Lc 6, 17.20-26
In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

COMMENTO di don GIGI PINI
Una volta ancora Gesù mi dice in che cosa consiste “prendere il largo” nella vita.
Eccola la strategia per riempire “le reti”.
“ Essere poveri, affamati, nel pianto, odiati ed insultati “… ma che cavolo di strategia è?
“ Essere ricchi, saziati, esaltati e famosi”… qui sì che si capisce già meglio: c’è più logica, è più condivisibile.
Il Cristo invece rovescia tutto. Tutto da rifare. Il problema, per Lui, è di prospettive.
Ci sta dicendo che non ci sarà nulla che potrà davvero riempire ‘una vita’ se non Lui.
Il resto, tutto il resto, ci mette in un sacco di guai.
La ragione sta nel fatto che solo Lui “ha dato la vita”, tutta, fino alla fine….e l’ha fatto per ridarci indietro la nostra vera identità di persone “create ad immagine e somiglianza” del Padre, quindi destinati all’eternità, al Sempre. Il resto, tutto il resto è sotto tiro dell’interesse di qualcuno e del loro guadagno o sotto tiro dello sfruttamento dei bisogni veri ed autentici di ciascuno di noi. E allora usciamo dagli equivoci: – i poveri saranno tutti quelli che sanno di non bastarsi, sanno di non avere le verità in tasca;
– gli affamati sono tutti quelli che cercano la verità, la giustizia, la pace e si danno da fare per costruirla;
– e quando dice ‘beati voi che ora piangete’….non sta parlando dei pessimisti o dei ‘delusi’ o di quelli che vedono tutto nero, ma sta parlando di quelli che vogliono stare dalla parte degli ultimi, degli sfruttati, dei violentati e lo fanno con scelte concrete di partecipazione;
– e quando parla di quelli che sono odiati ed insultati sta parlando di tutti quelli che non scendono a compromessi con le mode e le ‘bandiere vincenti’, sta parlando di tutti quelli che non si precipitano ‘in soccorso del vincitore’ di turno…ma sanno stare con dignità e rispetto dalla Sua parte, sempre;
– e i ricchi invece, e i saziati, ecc….sono tutti quelli che si bastano, quelli del “ contento io, contenti tutti”, quelli delle verità a buon mercato o delle mezze verità, quelli del giudizio facile su tutto e su tutti, ma sempre sugli altri però…
Ancora una volta l’ìnvito è di scegliere per uscire dagli equivoci.
Il Cristo non è ambiguo, non vuole fare il ‘simpatico’ o l’accomodante.
Il Cristo ci lascia liberi di scegliere… di scegliere però: una volta per tutte.
Sarà una “Buona Vita”…anche per noi. Un grande e forte abbraccio. Ciao

Luca 5, 1-11

Grazie p. Ermes per il commento e grazie sr.Ivana per le immagini che elabori. 

Mi piace Gesù che provoca e lo fa in modo semplice , non sta prendendo in giro Pietro, lo invita semplicemente a “riprendere il largo” e lui, sebbene stanco ed affaticato, obbedisce e la sua vita cambia completamente. Ho letto e meditato questo Vangelo di oggi (Lc5, 1-11) e quindi tutte le volte che mi stanco di capire, di comprendere, di essere disponibile e perdo la pazienza….non mi resta che “ricominciare” sorridendo di me stessa e forte del SUO aiuto.

Un saluto a tutti coloro che passano. Lucetta

 

Nascere è una cosa buona: viviamola per restituire futuro al mondo .

Un grazie di cuore a Marina Corradi ed al Betania’s bar per questo articolo letto con profonda partecipazione.

Betania's Bar

l’Acquedotto di Segovia. Duemila anni, fieramente in piedi.

Noi del Bar celebriamo la prossima Festa della vita con MARINA CORRADI per Avvenire di oggi. Nel suo formidabile articolo ci fa visitare l’acquedotto romano di Segovia e volare fino in cima alle guglie del duomo di Milano. Per parlarci dei nostri Vecchi, “che vivevano in case povere, mangiavano pane e polenta, portavano lo stesso vestito per anni, rammendato. Ma quali meraviglie ci hanno lasciato!” Ci dice di quando eravamo povera gente ma vivevamo in prospettiva di una Eternità vista come certezza. In cui pensare di fare figli non faceva paura… E come non pensare all’ABBEVERATOIO che Cormack Mc Carthy ha “scolpito” nel suo Non è un paese per vecchi? Una promessa dentro il cuore!

Caro direttore,

siamo tutti rivolti a ottenere dei risultati – personali, sul lavoro, a breve termine… – e viviamo l’oggi pensando poco al domani. L’altro ieri ascoltavo…

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La falsa realtà di Instagram

Ho trovato questo post molto INTERESSANTE.

ORME SVELATE

Instagram è il Social del momento. Molti giovani sono alla ricerca del successo, postando foto di qualsiasi genere con l’obbiettivo di ottenere sempre più follower. I social network nacquero come possibilità di incontro virtuale, per aumentare le opportunità di cambiamento o accrescere le proprie relazioni all’interno di una rete sociale.

Social Prison (Mehraab Moqadamii)

Da un certo punto di vista, inutile negarlo, hanno portato a molti vantaggi, soprattutto per le grandi aziende, ma gli studiosi parlano sempre più di frequente di impression Management: la facoltà di presentarsi a proprio piacimento, di far vedere agli altri solo i momenti più interessanti della vita e far credere a chi ci segue che tutto quello che facciamo è assolutamente incredibile. La realtà virtuale favorisce la moltiplicazione delle identità, piuttosto che la loro integrazione, soprattutto nei giovani dove lo sviluppo della personalità, può essere rallentato. Le opportunità di modificare la propria identità e di…

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Seguire

Grazie. Riflessione che condivido pienamente.L’umiltà è una virtù RARISSIMA e così pure l’affidamento a Dio

La fontana del villaggio

dypshpv9frtb4um60xe9xqamp0libtzw94msgmcued4pxf5o5m0yn8xwaawhcf2poppfajtmeb2msf9zi0rapkxl6l1q.jpg?w=1200Quando penso alla vicenda dei magi una cosa mi colpisce: i magi sono uomini che hanno seguito. Hanno seguito la stella, certo, ma, attenzione, non per fede. Hanno seguito la loro conoscenza, la loro comprensione delle cose, basata oltretutto su un presupposto errato e idolatrico, quella scienza astrologica che la Chiesa ha sempre considerato fuorviante.

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Buon Natale!

E’ un post di 10 anni fa ma i sentimenti che ho nel cuore sono sempre gli stessi. Vi auguro la serenità che nasce dal fatto che ci sentiamo a posto con la nostra coscienza. Un abbraccio a tutti voi che passate facendomi sentire la vostra presenza. GRAZIE.

"Semplicemente insieme" Lucetta

 

 

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Con questi pensieri tratti dal web, auguro a TUTTI
di impegnarsi per essere seminatori di pace.
Un piccolo seme buttato… già indicherà che abbiamo
capito il significato del “NATALE”.Auguri di cuore.
Lucetta
 
Non costruisco la pace quando non apprezzo lo sforzo,
la virtù degli altri; quando pretendo l’impossibile, quando
sono indifferente al bene e al male degli altri;
non costruisco la pace quando lavoro per due per poter
comprare e mantenere il superfluo, mentre c’è chi non trova
lavoro e non ha il necessario, l’indispensabile per vivere;
non costruisco la pace quando non perdono, quando non
chiedo scusa, quando non faccio il primo passo per riconciliarmi,
anche se mi sento offeso o credo di aver ragione;
non costruisco la pace quando chiudo la porta del cuore,
quando non faccio niente per unire, conciliare, scusare;
non costruisco la pace quando penso solo ai fatti miei,
al mio interesse…

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Cosa devo fare?

La solidarietà, la giustizia, l’onestà (…la santità…): sono faccende che devono riguardarmi, sono i ‘valori’ che diventano risposta vera per un nuovo stile, risposta al “cosa devo fare”. – Sono io che devo dividere con gli altri il mio tempo e piantarla di trattenerlo tutto e solo per farmi i fatti miei; – sono io che devo essere persona giusta e onesta che sceglie il dialogo come strumento di confronto e rifiuta la violenza e l’intolleranza, che sceglie il parlare ed il guardare negli occhi l’altro e non ricorre al sotterfugio o l’insinuazione che uccidono le persone e le mettono ‘fuori gioco’, fuori della vita.
E ci stiamo ancora chiedendo che cosa dobbiamo fare?
E se insegnassimo ai nostri figli a rispondere che: “ da grande voglio fare le persone onesta, pulita, giusta, capace di voler bene”.
E se noi ‘grandi’ fossimo testimoni più credibili di uno stile diverso?
Allora, loro e noi, qualsiasi professione ci capiti di esercitare, sarà comunque fatta nell’unico modo vero per costruire un mondo bello da abitare, da vivere, da inventare.
Ecco, quello che “dobbiamo fare”: vivere il Cristo, la sua Parola e la sua Vita.
Lui sarà il punto di riferimento del nostro “fare”.

(don Gigi)

 

 

 

Avvento…attesa…speranza

E’ iniziato l’Avvento. Un nuovo anno liturgico.
In questo cammino ci accompagnerà il vangelo di Luca.
Avvento vuol dire: attesa, speranza.
“Senza speranza, diceva Leopardi, non si può vivere”.

Il brano (di Luca 21,25-28.34-36 ) è un brano piuttosto difficile da interpretare.

Fa parte del genere letterario apocalittico.
Gesù non vuole incuterci paura. Vuole invece aiutarci a sperare.
Vuole darci una mano per affrontare con fiducia le difficoltà della vita.

«Alzatevi e levate il capo, state svegli, perché la vostra liberazione è vicina»

Che significato può avere per noi oggi questo invito: alzatevi, state svegli?
Anche oggi è più facile cogliere i segni della paura che della speranza.
Guerre, fame, violenza sulle donne, immigrazione, furti, purtroppo sono i drammi di ogni giorno.
Stiamo vivendo una profonda crisi, economica, sociale, politica, religiosa.
Anche oggi c’è tanta gente sfiduciata, che non attende più nulla.
Pensiamo ai tanti giovani senza lavoro, senza futuro.
Pensiamo ai tanti anziani soli e dimenticati da tutti.
La tentazione è quella di lasciarsi andare. Perché impegnarsi? Perché protestare? Perché andare a votare? Tutto fa schifo. Tanto non cambia nulla.
“Alzatevi, state svegli”! La cultura di oggi usa altre espressioni, ma il significato è lo stesso: “Indignatevi!” è il titolo di un bellissimo libretto dell’intellettuale francese Sthéphane Hessel.

Il periodo dell’Avvento è un piccolo viaggio della speranza.
Vivere l’Avvento vuol dire imparare a cogliere i piccoli “germogli” di speranza che sono in noi e attorno a noi, adesso, oggi.
Una delle parole che sentiremo spesso in queste settimane è “l’attesa”.

Quale può essere il significato di questo invito ad attendere?
Per Gesù l’attesa è uno stile di vita, è un atteggiamento, un modo di interpretare tutta la vita.

«State attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in affanni …».

C’è sempre per tutti il pericolo di addormentarsi. Di essere presi dalla paura. Di non accorgerci di quello che ci sta accadendo intorno.

Gesù ci invita a non fermarci a guardare avanti a non sentirci soli, ma a scoprire il “Dio che viene oggi” attraverso tanti piccoli segni di speranza.

Il Dio del Vangelo è un Dio che mi si fa vicino nei piccoli gesti quotidiani: nel sorriso di una persona, nella disponibilità di uno che ti ascolta,
nella gentilezza di uno sconosciuto che incontri per caso.

Noi spesso cerchiamo segni straordinari, chiediamo a Dio miracoli.
E non ci accorgiamo che il “Dio della speranza” viene a noi sotto forma di un incontro, di una telefonata, di un amico/a, di un sms, di una parola letta in un libro, di una canzone ascoltata alla radio.

Ma l’Avvento ha anche un altro messaggio molto originale.
Non siamo noi che dobbiamo cercare Dio.
Prima di cercare Dio, dobbiamo lasciarci cercare da lui.
Se vuoi incontrare Dio nell’altro, nella natura, nella vita, prima lo devi accogliere dentro di te.
In ognuno di noi c’è un “piccolo grembo di speranza”.
La filosofa Simone Weil diceva: “Dio non lo si cerca, lo si attende”

(omelia parrocchia san Nicolò. Verona)

 

Apocalypse (is) now!

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Segni nel sole, nella luna e nelle stelle. Sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere.

Insomma, lo scenario è evidentemente apocalittico. Apocalisse. E’ la parola sulla bocca di tutti: dei giornali, delle televisioni, dei cantanti indie. E’ la parola dei giorni nostri, diventata sinonimo di tragedia, di caos e disordine. E ci mette dentro un profondo stato di inquietudine e di paura perché è inevitabilmente associata alla fine. Fine dei tempi? Fine del mondo? Fine dell’uomo? Fine personale o collettiva?

Eppure immaginare una fine ci serve perché è quella fine a determinare il fine. Il sapere di morire ci rende esseri umani: proprio quella fine da senso al nostro esistere, o almeno, così dovrebbe essere. La fine ci preserva dall’oblio e dall’apatia e ci trasforma in cercatori…

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